Dott.ssa STEFANIA PIERALICE - Critico internazionale d'arte moderna e contemporanea

Il Maestro Anna Montanaro nasce a Carate Brianza e già all'età di undici anni frequenta la libera Accademia Artistica F.A.L. Dopo il diploma di maturità artistica presso il Liceo Artistico Pio XI di Desio, sotto la guida di Marcello Maloberti e Giampiero Moioli, si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano in Restauro d'Arte, specializzandosi prima in Restauro di dipinti su tela e tavola del '500 e del '600 presso l'istituto PDM di Prato e, in seguito, in Restauro di affreschi stucchi superficiali con Giuseppina Suardi ed Elena Gigliarelli presso l'Accademia Dedalo di Brescia. Assiste dipoi la prof.ssa Luciana Biliotti al corso di dipinti antichi all'Accademia di Belle Arti di Brera, Tra i riconoscimenti ricordiamo il recente premio per l'Arte Grafica a OSTEN - Biennial of drawing 2022 presso Skopje (Macedonia). Visi teneri si affacciano, sono pazienti bambini; attenti e curiosi si stendono su una bruna superficie, scatto fotografico dalle cromie vintage; gli orsi giocattolo al centro, occhi sgranati e vitrei. l'opera di Anna Montanaro si presenta come rivelatrice investigazione di perduta risonanza emotiva. Apparente caleidoscopica reiterazione del medesimo fanciullo, l'anima pura dell'effigiato, crocevia di numerosi istanti di esistenza, fugge, sconsolato, lo sguardo del visitatore, tanta dolcezza e guai pupille innocenti, tanta vigoria ancora nel dilatare le mani, alibi strumenti del fare nonché del salutare. Manifestano timori, ansie giacenti nel cuore, cercano speranza, atteso amore. Nell'affaccendarsi, il loro momento dilatato ferma il repentino abbandono del batter d'ali. Pari a un tappeto di giochi, quasi una sala d'attesa ammorbidisce, attutisce i singhiozzi malinconici, i precoci malati trovano una parvenza di tranquillità e calore ridente. Gli orsacchiotti sorridono, ascoltano, parole non pronunciano ma comprensione e affetto sprigionano. Guardiani di ricordi dolci e amari, a loro, i bambini, custodi nostalgici, rivelano la propria storia muta ed essi, premurosi confidenti, sciolgono gradualmente il grumo di dolore. Realismo viene donato dalla fotografia, vernice e resina traboccano di tocco romantico: il fotomontaggio dadaista della Nostra, lungi da sperimentazioni aride di sentimentalismo, si tramuta in ancora di connessione. Patiens fonde in un'unica narrazione l'aura di tragicità dell'esistenza e fiducia nell'avvenire, mentre le trame intessono un arazzo di amorevole empatia.


 (da) V Catalogo Triennale di Arti Visive a Roma "La Poetica delle differenze", pagg. 180 - 181, 2023.

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