angelo Calabrese
ANGELO VETERE
Una concezione pittorica alle soglie
dell’ archeologia del profondo –
Sfondi storici, mitici e poetici;
specchi mentali di svolte epocali con
tutta la loro umanità.
Nella più attuale pittura di Angelo Vetere, una forte cifra stilistica definisce contenuti e figurazione, svelandoli sulle tracce di una
evanescenza che affiora e regredisce sulle soglie di una archeolo-
gia del profondo, suggestiva per l’ universo cromatico entro cui
si proiettano e si dosano all’ emozione, sfondi storici, mitici, poetici, specchi mentali e flaches di svolte epocali con tutta la loro umanità.
Da queste vaporose testimonianze che rendono praticabile la comu-
nicazione spirituale, emergono, come affiorate sulle strutture dello
esistere, dell’ esserci senza equivoci, le sintesi figurali di eterni
dilemmi, resi in purezza simbolica e realistica ritualità, tanto che il
sublime naturale, nell’ armonia dell’ insieme, assurge ai più alti
valori spirituali. E tutto questo con la semplicità di una rappresenta-
zione colta, libera, meditativa, in un conteso attinto in perfetta consa-
pevolezza degli orizzonti ai quali si sarebbe elevata l’ indagine.
Angelo Vetere è affascinato dai grandi eventi, si addentra nella scena
dell’ analisi, partecipa alla metastoria entro la quale circolano le idee
motrici e gli uomini passano rinsaldando le pietre d’ angolo dei fondamenti culturali.
Di qui si comprendono le mostre tematiche che egli motiva con lungo amore e propone a testimonianza di un costante aggiornamento culturale e di una vigile e vigorosa presenza nella progettualità artistica, abilitata a distinguere gli svolgimenti irripetibili della storia umana, le tecniche scientifiche, il mascheramento mitico, l’eticità della trascendenza.
La tradizione è per Vetere inesausta riserva di adolescenza e giovinezza.
Ha rivissuto e mediato il mito assiro come quello greco, il canto egizio
E tra pensatori e guerrieri e uomini di scienza si è confermato figlio di ogni tempo, presente nei tramonti di una civiltà e risorto sempre dalle ceneri di un mito rinnovato.
Vetere intende dimostrare che dovunque c’ è luce si trova si trova un atto di amore e di civiltà. Intende ammonire che l’ uomo è eroe incivilitore solo se rispetta il mistero che lo affratella e gli giustifica l’ordine naturale.
La sua pittura è ispirativi, nobilitata da un processo mentale che non oblia il passato e, nella bellezza e armonia dell’arte, chiama a raccolta per non deludere l’umanità futura.
“ ITERUMANO” nelle varie opere segnala le tappe di questo percorso.
La voce dotta indica le strade ed il discorso pertinente alla loro individuazione; viaggi di pensiero, di idee di grandi iniziati e di apocalissi culturali entro i cui giri esausti si sedimenta il valore e si innestano nuove fronde d’un mito che sempre trae linfa dall’idea radice germinativa.
Dal corpo vasto del mondo alle cellule di vita che hanno varie lingue e varie società, l’artista convoglia i fiumi della sapienza per prospettarli alla indagine del suo tempo deluso e sospeso nel nulla.
Il suo messaggio affratella e giustifica, esige la ragione, ma per guardare al futuro vuole che essa si elevi in virtù e conoscenza.
Angelo Calabrese