Raffaele Nigro
“L’apoteosi della femminilità”
Corpi bellissimi e statuari celebrano l’apoteosi della femminilità nell’arte di Carmen Manco. Il rimando è alla pittura rinascimentale e, tra i maestri del ‘900, alla sanguigna di Pietro Annigoni. Il largo uso della spatola rende i nudi espressionistici e movimentati, cosicchè la resa è di grande effetto e di accesa inquietudine. Ciò che colpisce l’artista è la bellezza femminile colta nel momento di maggiore splendore, prima della maternità, quando non si sono ancora affacciati i segni che questa lascia nei corpi. Negli occhi dei volti ritratti sono evidenti malinconie e speranze per la fugacità della bellezza e per tutto ciò che riserva il limitare della gioventù; un leopardismo che rende pensose le tele, dove dominano il giallo e l’ocra, i colori della memoria ,colori con i quali Carmen Manco intende sottrarre la bellezza e la caducità del tempo e affidarla all’eternità,al modo in cui Fidia è riuscito a rieternare il mito greco……”