Maria Grazia Chiesa

Quando un giovane artista chiede di esporre,è da tenere in considerazione, oltre all'intrinseca qualità creativa, anche l' intensità che lo spinge,non solo a dipingere,ma anche ad affrontare il travaglio che sempre una mostra comporta. Il contatto con un pubblico sempre diverso,ii giudizio della critica,la possibilità che nulla accada e che l'esposizione non porti ad alcun risultato tangibile.Daniela Cappiello ha l'intensa necessità di esistere come artista.Non si smarrisce davanti a difficoltà come le grandi distanze, o l' impossibiltà a volte anche di esibire le proprie opere,l' incognita delle reazioni suscitate dai suoi dipinti in luoghi diversi con tradizioni e culture differenti. Questo suo ardente desiderio la porta a risultati positivi :ad ogni mostra (questa è la quarta che ho il piacere ad organizzarle ),ci sono elementi nuovi e segnali di nuovo interesse e conoscenze che hanno portato frutto anche nel suo modo di raccontarsi all'arte.Dalle sue prime opere esposte a Bergamo,nelle quali il mondo femminile veniva descritto con sensibilità e attenzione, alle nature morte esposte a Bologna,ai fiori presentati a Torino,ora Daniela ,affrontando la figura maschile,dimostra di avere raggiunto un rinnovato equilibrio tra forma e colore.

Maria Grazia Chiesa settembre 1998, D'Ars Agency

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