Introduzione all'autore

BAZART

DARIO ZINGONE

Introduzione all’autore

«Si usano gli specchi per guardarsi il viso, e si usa l’arte per guardarsi l’anima.»

(George Bernard Shaw)

Il poliedrico autore Dario Zingone fonda la sua opera sulla ricerca spirituale. Dario sceglie

di intraprendere un viaggio incredibile in spirito e corpo, superando i limiti visibili, finiti e

cronologici. L’autore apre tante porte, attraversa valichi, ai limiti dello scibile, laddove il

giorno può mutarsi in notte e viceversa, il sogno in incubo, l’amore in dolore… come la

morte in vita. L’arte di Dario nasce su questo confine, caratterizzandosi, appunto, nella

specifica timbrica di un fondo ordito, quasi intessuto e ricamato, a sottolineare appunto il

velo che ci separa dal mondo spirituale, sia nel bene che nel male. Molto interessante è la

teoria, palesata poi nelle opere, che vede la apertura possibile su vari livelli, uno verso il

basso (Inferno), uno sul piano terrestre (Purgatorio), uno celeste/empireo (Paradiso).

VERSO IL BASSO. Mostra bene ciò l’opera programmatica “ti guardo e sorrido!”. In essa,

infatti, una donna, mascherata da Pierrot con la lacrima dipinta sul viso, stacca un pezzo

della citata “trama”, che ci separa dall’invisibile, guardando dall’alto verso il basso la morte,

sorridendo. Il messaggio è “So che ci sei, ma io, intanto, vivo”.

PIANO TERRESTRE. L’opera “Madre terra” apre l’ordito su Gea, sul pianeta, che non

è retto sulle spalle da Atlante come nella mitologia, ma è stretto dolcemente fra le mani da

una figura femminile, con le caratteristiche iconografiche della Madonna.

PIANO DEL CIELO. Verso i sogni, la purezza dei sentimenti, come aquiloni. L’opera

“Io e te” mostra una tenera bimba, con in mano un orsacchiotto di peluche, che vola verso

l’alto su di un palloncino rosso, fra le nuvole. Amore, delicatezza e tenerezza allo stato più

puro, tanto da librarsi come incenso nel cielo, perché non appartiene più a questa terra ma

ai sogni, al paradiso, all’infinito. La magia delle favole e del Piccolo Principe in arte.BAZART

Nel percorso artistico e spirituale di Dario sono molto interessanti anche altre due opere

che ci mostrano simboli e segni, sempre inerenti allo stesso viaggio. La prima è la rappre-

sentazione di una “Medusa ironica”, dallo sguardo (ossimoricamente) impaurito, su trama

verde, che si porta le mani al viso, come dopo essersi osservata con i capelli-serpente

scompigliati. Eppure, di fronte alla rappresentazione apparentemente ironica c’è un pro-

fondo significato. Lo sfondo verde mostra che siamo sul piano umano e della terra; l’uomo

che sappia vedersi e riconoscersi per quello che è, osservando il suo vero io, si spaventerà

ma non rimarrà di pietra. Bisogna avere il coraggio di guardarsi in faccia e vedere la realtà

per quello che è. La seconda opera importante, invece, è “Il cervo ed i fuochi fatui”. I

fuochi fatui, chiamati anche corpi santi, sono le fiammelle solitamente di colore blu che si

manifestano a livello del terreno in particolari luoghi come i cimiteri, le paludi e gli stagni

nelle brughiere e stanno a significare la fine della vita umana. Il cervo è, invece, il simbolo

e la rappresentazione dell’anima, che alla fine dell’esistenza terrestre balzerà, libera, nelle

lande dell’infinito e dell’immenso per dissetarsi alla fonte divina.

L’arte di Dario, quindi, è molto profonda e aiuta a far riflettere su tutto, sul senso dell’esi-

stenza, sulla vita, sul mondo interiore ed esteriore. Un’esperienza tanto fisica e terrena

quanto mistica e spirituale. Un punto d’incontro tra visibile e invisibile.

«L’arte non insegna niente, tranne il senso della vita.»

(Henry Miller)

Nota biografica

Dario Zingone, classe 1980, appassionato d’arte, approfondisce gli studi al liceo artistico.

Performer, pittore, scenografo e grafico.

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