Fulvia Minetti, Roma

Intensità e lievità sposa la visione pittorica della Divan, con le dimensioni materica e spirituale.

La sinestesia tattile della concentrazione lega alla percezione concreta e all’onirismo profondo dell’inconscio e al contempo la sfumatura dei colori eleva dalla transitorietà della mortificazione materiale alla trascendenza catartica della luce. Il mistero dell’infinità che ingravida la finitudine è nel potere umano di generatività, come propria conquista di vita eterna.


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