Dott. Carlo Barbera - Attore
Conosco Peppe Garufi da almeno una quarantina di anni; abbiamo spesso collaborato nella realizzazione di prodotti artistici, dal teatro al cinema.
Poi una sera lo vado a trovare, mentre è costretto a letto da una frattura, e mi dice che si è messo a dipingere.
Non sapevo che avesse questo talento.
Gli chiedo di farmi vedere qualcosa e mi mostra le foto dei quadri realizzati fino a quel momento.
Pur non essendo un intenditore d’arte né un critico, questi dipinti mi colpiscono in maniera particolare, perché in essi scorgo proprio Peppe.
Se mi fossi trovato dall’altra parte del mondo e li avessi visti esposti, certamente avrei pensato: “Qui c’è lo zampino del mio amico Peppe Garufi”.
La sua pittura è fortemente plastica, colorata ed espressiva, e rappresenta chiaramente il carattere dell’autore, persona solare, aperta, pronta sempre ad affrontare problemi e lanciarsi in nuove iniziative.
Le opere che mi hanno colpito in maniera particolare:
“Esmeralda” dove la donna con in testa il mare nel mio immaginario rappresenta l’estate, ma non un’estate qualsiasi, bensì una siciliana, dove gli ingredienti principali sono proprio il relax (l’isola con le palme) ed il mare, non soltanto sede di bagno e di pesci, ma anche di quelle che un tempo chiamavamo “i bacchiati”, i continui giri in barca, onere di quegli amici che ne possedevano una e la mettevano a disposizione di tutti.
“Palma” e sempre all’ombra di una palma si presenta la donna con la chioma di celluloide, che rappresenta la grande passione dell’autore per il cinema, da noi realizzato con immensi sacrifici. La Sicilia nel quadro rappresenta location cinematografica, ma il volto della donna è leggermente contrariato, forse perché, nonostante ciò, questa terra non riesce a decollare.
“Flora” di grande effetto è il volto con in testa la cicogna, quasi a testimoniare la vocazione nostra alla riproduzione di quella che è la nostra terra, la sua bellezza.
“Margherita” interessante l’immagine del tempo, rappresentata da un volto che tiene in testa un orologio.
“Diamantina” Esprime una quantità di sentimenti ed espressioni, che rappresentano la Primavera, cioè la rinascita, un mondo che risorge.
Tra fiori, frutti e colori, gli occhi verdi di diamantina esprimono la speranza di un tempo migliore, anche se l’espressione non è proprio felice, perché risente ancora del momento triste, rappresentato dell’inverno, che sta finendo.
“Giada” L’autunno, che non è inverno e risente ancora della bellezza dell’estate appena trascorsa.
In Giada permane il verde degli occhi e i colori di un autunno non proprio smorti, anche se i fiori circostanti non hanno la freschezza e il brio di Diamantina.
L’espressione è ovviamente pensosa, non felice, ma nemmeno tanto triste.
"Arianna” Non è un quadro di facile lettura, perché mette insieme più fili, che arrivano da diverse parti e si uniscono all’interno da gomitoli, che vengono accostati uno all’altro, al di là dei colori.
Arianna vive tra tutta una serie di gomitoli di filo, che non sempre si srotolano e potrebbero rappresentare le occasioni non sfruttate.
La mia lettura riguarda un quadro piuttosto triste, dove il rimpianto la vince sul resto
Da notare che tutti e sette i volti non sono felici, ma hanno un ghigno di tristezza, come se ciò che portano in testa, più che una realtà, sia un’aspirazione, ma resti a livello di sogno.
In ciò si legge l’insoddisfazione di chi vorrebbe fare di più, ma spesso si trova la strada sbarrata da fatti contingenti.
L’atteggiamento dei volti è come si volesse esprimere una sorta di rabbia per qualcosa che si vorrebbe realizzare, ma resta, purtroppo solo nelle aspirazioni della persona.
Se dovessi interpretare e intitolare questi quadri, li chiamerei: “Sogni non realizzati”, perché proprio ciò mi suggeriscono.