Angelo Calabrese
GIANNI LIOTTI
LA PITTURA
E IL SUO DOPPIO
di ANGELO CALABRESE
L'esorcizzazione denuncia approda ad una espressività figurale che in un particolare esasperato domina lo spazio significante : tutto appare di soglia e in evidenza sicchè il gioco dell'esorbitanza surreale investe, di sorpresa, lo sguardo che investiga l'accaduto che sta accadendo, l'azione, che continua e, quindi, viene denunciata su un fondale nebuloso. Un brulichio di presenze e la pienezza del nulla , pensieri smarriti in un immaginario che affascina e sgomenta uno scivolo stretto, ad imbuto: IL DESTINO; una fame di porte che risucchiano chissà dove l'ansia di vivere, la porta che inverte nella stasi l'estasi prima che sia battito e respiro : occhi giudici che indagano mani d'azione , le vie oscure delle condanne senza appello.