CRISTIANA VETTORI : critica e presentazione Opera San Giorgio per AMBASCIATA della GEORGIA
"SAN GIORGIO" opera per AMBASCIATA GEORGIA ( Gemellaggio PISA-GEORGIA )
***** Opera al MUSEO sala GEORGIA*****
Cristiana Vettori (Critica d’Arte)
Discorso di presentazione delle icone di Giuseppe Marino
Basilica di San Piero a Grado (Pisa) il 23 Novembre 2013
Il Maestro Giuseppe Marino si è avvicinato alla pittura fin da giovanissimo.
Dopo essersi formato come Grafico Pubblicitario, entra nella Bottega del Maestro Pisano Enrico
Fornaini “pittore della realtà”, da cui apprende le principali tecniche pittoriche, cimentandosi con
le sue prime impegnative opere: ritratti dal vero, nature morte, copie da dipinti.
Un suo primo significativo lavoro, in qualche modo rivelatore, è un’immagine di Cristo, quasi
un’anticipazione dell’interesse religioso che troverà spazio nella sua produzione posteriore.
Marino ama dire che la frequentazione della Bottega di Enrico Fornaini contribuì a tirar fuori e a forgiare l’artista che era in lui.
Dalla fine degli anni Ottanta cerca con sempre maggiore impegno e passione una propria definita
e originale identità Artistica.
Si rivela subito il suo interesse per temi religiosi e sociali, e dipinge un ritratto di Santa Caterina
da Siena, che sarà presentato in due distinte cerimonie religiose sia a Pisa che a Siena, poi ritrae
Rosanna Benzi, la scrittrice italiana nota per avere vissuto per 29 anni in un polmone d'acciaio,
impegnata a sostenere i diritti dei disabili, di cui Marino ammira e mette in evidenza la grande
forza di volontà che le era stata riconosciuta anche da Papa Giovanni Paolo II il quale, venuto a
conoscenza della sua condizione, le aveva inviato una lettera ringraziandola «per la sua voglia di
vivere».
Nel 1989 gli viene commissionato il ritratto di Giovanni Paolo II, un omaggio della Curia
Vescovile Pisana al Pontefice in occasione della sua visita a Pisa nel settembre dello stesso anno.
Si tratta di una pala di circa 4 metri e mezzo per 2, che è attualmente conservata in Vaticano, e
che destò espressioni di meraviglia da parte dello stesso Pontefice.
Da quella occasione ha inizio un rapporto di stima e di simpatia con il segretario particolare di
papa Giovanni Paolo II, Stanisław Dziwisz, poi arcivescovo di Cracovia, che diventa il suo padre
spirituale e gli commissiona un altro ritratto del Pontefice come dono per il suo compleanno.
Intanto, accanto ai temi religiosi, non si è mai spento l’interesse del Maestro Marino per i temi
sociali, e questi diventano impellenti in seguito ai gravi fatti che insanguinano l’Italia nel biennio
1992/94.
Le stragi di Capaci e Via D’Amelio provocano nel Maestro, come in tutti noi, un sentimento di
rivolta morale e chiariscono ancor più l’intento civile della sua pittura. Marino dipinge allora un
ritratto di Giovanni Falcone, attualmente conservato presso la Fondazione Falcone a Palermo.
Le opere più recenti seguono ancora entrambi i filoni, quello civile e sociale e quello religioso: al
primo tema il Maestro ha dedicato opere sulla violenza ai minori ad esempio, o sulla violenza alle
donne, al secondo dedica opere come quella che possiamo ammirare questa sera, dedicata a San
Giorgio e alla sua lotta contro il drago.
Per quanto riguarda più strettamente la cifra stilistica del Maestro Marino, è evidente come la
scelta per la figurazione non abbia intenti esclusivamente realistici.
Essa vuole anche tradurre in immagini il forte impegno religioso, etico, civile, che il Maestro ha
posto a fondamento dell’arte, con una forte esigenza comunicativa, che evidentemente può
realizzarsi quanto più l’arte si avvicina al sentimento e alla cultura della gente comune.
Pertanto il dettato artistico del Maestro è sicuramente scevro da intellettualismi o artifici, e si
presenta con semplicità e onestà, così da farci riflettere su temi esistenziali e spirituali che ci
coinvolgono in quanto individui che vivono in un certo tempo e in una certa temperie culturale.
Colori decisi, compatti, tratti rapidi, incisivi, riprendono in modo chiaro l’essenzialità delle cose,
in una visione vera, nitida, non artefatta, e tuttavia vicina a una tensione espressionistica che sa
veicolare emozioni e suggestioni.
Quella di Giuseppe Marino è un’arte sincera, libera da condizionamenti e quindi veicolo di
messaggi puri e incontaminati, lontani dal conformismo e dall’adattamento a una realtà di cui il
Maestro vuole condannare gli abusi, le ingiustizie, le prevaricazioni.
È un’arte che vuole instaurare un continuo colloquio con il fruitore, vuole promuovere incontri,
stabilire legami, a partire da un forte radicamento nel territorio, perché Marino tiene molto alla
sua terra, alla propria città, San Giuliano Terme dove vive, il territorio della provincia di Pisa.
Per il gemellaggio con la Georgia il Maestro Marino ha dipinto due tele per così dire “gemelle”
con l’intento di stabilire un legame forte tra i due Stati, Italia e Georgia, promuovendo un
sodalizio culturale e spirituale fra le due Nazioni.
L’opera vuol essere anche una forma di preghiera che da individuale diventa collettiva, e auspica
una soluzione positiva dei conflitti e dei mali che oggi affliggono l’umanità.
Raffigurando San Giorgio che combatte contro il drago e lo uccide, il dipinto illustra l’eterna lotta
tra il Bene e il Male.