Francesca Misasi
Notturno a Pescarenico - olio su tela 50x70 cm. anno 2025 - Luca Gualandris - rif. LG-199-CL/OT50X70-V/2025
Recensione – commento della Poetessa e Appassionata d’Arte – Sig.ra Francesca Misasi
Quando la bellezza della Natura non viene colta solo con gli occhi ma passa attraverso le inesplicabili geometrie dell’anima, l’Arte raggiunge il massimo della sua profondità espressiva. E questo suggestivo dipinto che ritrae, con magistrale finezza, un angolo di un luogo di manzoniana memoria, quale è Pescarenico, mostra tutta l’eleganza e la sensibilità emotiva dell’Artista nell’aver saputo comunicare, attraverso le vie della pulcritudine e il linguaggio delle forme e dei colori, che davanti a noi non c’è solo materia ma qualcosa di più grande che sa elevare l’anima!
Un dipinto, questo di Luca Gualandris, che diventa poesia visiva, scenario onirico, paesaggio dell’anima ovvero, un viaggio interiore attraverso il quale la bellezza della Natura diventa rigenerazione, fonte spirituale di sapienza e spiritualità.
La raffigurazione del notturno diventa così, un diorama di vibrazioni sensoriali ed emozionali, ispira sentimenti, quiete, armonia ed induce, invitando il fruitore dell’opera, a guardarsi dentro.
L’autore infatti, ha utilizzato il linguaggio pittorico per aprirci la sua anima, trasfigurando così, in potente lirismo simbolico, un paesaggio di rara fattura, corroborato da un raffinato estetismo espressivo e surreale in cui a dominare sono la potenza, la densità e la grammatura dei colori e delle pennellate stese con sapienti tocchi di luce riflessa e vivida che dona nerbo e sostanza a tutto lo scenario visivo. Il colore, in questo contesto pittorico, segue le pulsioni interiori ed emotive dell’Artista che, si traducono poi, in pennellate vibranti che evidenziano le sue capacità di percepire e interpretare la realtà.
Per Luca Gualandris, infatti, “I colori, come i lineamenti, seguono i cambiamenti delle emozioni“ (cit. Pablo Picasso).
Notturno a Pescarenico è un dipinto soffuso di fine spiritualità, proiettato in una dimensione in cui a vibrare è il patrimonio morale ed estetico dell’anima. Il lago, con le sue magistrali vibrazioni e trasparenze, conferisce al dipinto, un aspetto magico, affabulante, dove i delicati tocchi di colore, diventano purezza ed armonia coniugandosi e fondendosi nei meandri dell’anima. Il colore, le trasparenze, le vibrazioni sottese dell’acqua, assumono, nel contesto visivo, un linguaggio euritmico di fusione con le ombre buie della notte e dove le cromie dense e la calda temperatura dei colori, creano una cascata inimitabile di penetranti chiaroscuri, di delicati giochi di luce e di velate trasparenze in cui lo stesso scenario sembra fondersi in un tutt’uno con la natura circostante.
Tutto nel diorama sincronico del dipinto sembra vibrare di una straordinaria tensione visiva che rende il passaggio, sapientemente cesellato in ogni più piccolo dettaglio, una scenografia in cui a brillare sono proprio il buio della notte e il fascino latente di un silenzio surreale dove, lo spettatore, si riconosce con tutta la sua fragilità al cospetto della spiritualità dell’universo… E questa fragilità unita alla finitezza dell’uomo possiamo ritrovarle nella significativa presenza dell’albero che, pur nella sua magnificenza, tende i suoi rami verso l’alto così come le sue rigogliose foglie che sembrano fondersi col cielo perché la verità della nostra esistenza è tutta nella bellezza della Natura quale emanazione del divino.
Un dipinto straordinario, maturo, vibrante di una raffinata espressività ed in cui, visione, comprensione ed emozione, agiscono contemporaneamente e dove lo stesso pensiero diventa purezza espressiva. Un’opera di grande valore estetico dove si ritrovano ed esplodono, senza alcun dubbio, la bravura, il talento e l’originalità di un vero artista come Luca Gualandris!
( Francesca Misasi)