D.ssa Monica Ferrarini

“Artista poliedrico e versatile, Mauro Severoni esprime tutto il suo fervore creativo attraverso un’attenta sperimentazione e una ricerca continua di soggetti diversi. Il suo percorso è contraddistinto da un preciso intento di mettersi continuamente in discussione unito alla voglia e al desiderio di sperimentare, apprendere, approfondire tecnica, stile, correnti artistiche e forme. La sua versatilità dà vita ad una produzione ampia caratterizzata da un avvicendarsi di differenti soggetti tematici che si ripresentano ciclicamente: una pittura che è sempre alla ricerca di qualcosa che vada al di là dell’ordinario e che sussurra la passione e il rispetto per questo mestiere.

La serie dei suoi paesaggi ben esprime la capacità di indagare e reinterpretare ciò che osserva per offrire al suo osservatore una visione nuova e a volte disincantata. Dai primi dipinti degli anni novanta come “Le onde”, “Antichi mestieri”, “Grecia”, già si evince uno studio emozionale del paesaggio e dei suoi elementi naturali. La componente intima rimarrà una costante anche negli sudi paesaggistici più attuali, “Torre sul fiume”, “Crepuscolo”, “Scogliera”, “La sera”, “Notturno marino”, di fronte ai quali non si può non percepire un linguaggio carico di memorie e pensiero. 

Scorci di città e monumenti sono invece i protagonisti di opere di stampo metafisico, “Colonne”, “La fontana”, “Venezia”, “Chiostro dei Cosmati” dove lo studio della prospettiva e delle diverse angolazioni genera paesaggi sospesi, avvolti in un’aurea atemporale che li rende eterni.

La sensibile interpretazione di Severoni lo conduce da subito ad un’analisi attenta del colore al quale affida la comunicazione di un messaggio mai fine a se stesso.

I ritratti dei primi anni novanta, “Monica 1-Viso”, “Monica 2- Mani”, “Elvis” e “Marylin Monroe” si accompagnano ad un periodo particolare della vita privata dell’artista, il cui senso di tristezza e disincanto viene concretizzato su tela attraverso la consapevole scelta dell’utilizzo del “non colore”. Il bianco e il nero servono così a rispecchiare visivamente un pensiero privato e diventano loro stessi protagonisti e portatori di uno stato d’animo che stride con la scelta dei soggetti sensuali, iconici, sorridenti.

Differente l’utilizzo delle cromie nei quadri degli ultimi anni, dove i colori si fanno pieni, forti, squillanti, prepotenti e concorrono a marcare tematiche sociali che l’artista affronta con consapevolezza pittorica e con una tecnica sempre più matura e personale.

In molti di questi dipinti le forme, astratte e/o geometriche unite a tonalità vibranti vanno al di là di un valore puramente estetico ed esprimono la volontà di offrire un input alla riflessione.

Di grande impatto i quadri dalle tematiche impegnate e di straordinaria attualità come “Bullismo”, “Aborto”, “Eutanasia”, nelle quali l’importanza e la potenza del tema trattato si unisce ai toni cromatici utilizzati contribuendo a marcare e a rafforzare un messaggio.

L’abilità di Severoni sta nel saper focalizzare l’attenzione su questioni scottanti per non lasciarle passare inosservate. La complessità di molti suoi contenuti si accompagna ad opere a soggetto più “leggero” come “Armonie di colori”, “Passeggiata a cavallo”, “Serata a teatro”, “Quartiere”, “Fine estate” che diventano espressione del proprio vissuto, di situazioni ed eventi personali maturati nel corso del tempo.

La tela diventa quindi un mezzo dove trasferire il proprio pensiero attingendo da un vasto repertorio visivo e concettuale: da tutta la sua produzione emerge una consapevolezza pittorica dalla quale affiorano spunti di meditazione che ci accompagnano verso un approccio diverso nei confronti del reale, facendoci porre le nostre esperienze e ciò che ci circonda sotto nuova luce.

Dr.ssa Monica Ferrarini

 


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