Paolo Levi; Giancarlo Alù.
Paolo Levi, a proposito del mio dipinto “Pausa” o "Raffaella con il gatto in Bergamo innevata"
Quando Paolo Levi, uno dei critici d’arte più importanti, ha visto i miei dipinti, mi ha chiesto: “Maestro, lei è bravissimo, ma come fa? Li proietta?”. Io gli ho risposto: “Ho fatto l’illustratore per trent’anni…” E lui: “Ho capito.”
CENNI CRITICI
del Prof. Giancarlo Alù dell’Unione Europea Esperti d’Arte
Nel corso dei secoli, gli Artisti in genere, hanno sempre perseguito una ricerca nel campo “formale”, e di quello dello “spirito” per esprimere in forma visibile, i propri sentimenti, emozioni, stati d’animoe visioni dell’estetica naturale. Una ricer
ca che è una sorta di ‘organon” aristotelico attraverso la quale gli Artisti condividono la loro ricerca con chi ha il talento e la capacità spirituale di vibrare all’unisono e di riceverne, di conseguenza, il messaggio.
Avendo sotto gli occhi soprattutto la Natura, essi hanno sempre cercato di imitarla, interpretarla e talvolta anche di trasfigurarla in un afflato mistico o trascendente.
Gli antichi ritrattisti etruschi e poi quelli romani, esprimevano lo stesso concetto dei nostri Artisti del Rinascimento, degli Olandesi fino a Caravaggio e poi ancora a Ingres, G. Coubert, al Guernica di Picasso, ecc.
Cioè il concetto della “Verità”.
San Tommaso concepiva la Verità come “adeguamento dell’intelletto e della cosa”.
Il Maestro Mario Cossu ha perfettamente adeguato questo pensiero alle sue Opere, capolavori di creatività in un contesto apparentemente reale, naturale.
La Verità filosofica applicata alla sua interpretazione della Verità stilistica stessa.
Il Maestro Mario Cossu, dunque, può essere definito un Demiurgo della Verità artistica oggettiva, intesa non come copia fotografica perfetta dell’oggetto o della Natura, ma, pur attraverso opere magistralmente “realistiche”, come rappresentazione di una architettura grafica ineccepibile emanante energia direi quasi umana, pregna di spiritualità e calore.
Gli oggetti rappresentati da Mario Cossu, apparentemente banali come tazze, brocche, alzate di frutta e argenti, assumono una vitalità composta e direi regale, tali da ricordare le bottiglie, i bicchieri, le “nature morte”di Morandi e, come essi, anche se in altra maniera, trasfigurati e idealizzati.
Come le vedute di monti innevati, la fontana di una piazza di Bergamo durante una nevicata, e i fiori, i gatti, le bottiglie di vino… insomma qualsiasi soggetto il Maestro Mario Cossu dipinga prende vita, colore, calore,e talvolta anche il profumo…
Ricordo, a proposito, le parole del grande storico dell’Arte tedesco F. Roh nel suo più importante scritto che riguardava la nuova tendenza del novecento nella produzione di un tipo di realismo o iperrealismo, da lui denominato “realismo magico”: “fanno parte dei creatori del “realismo magico” solo coloro che hanno marcati caratteri e qualità: descrittività,
purismo, staticità, silenzio, analicità, fraddezza, apparente distacco esecutivo, oggettività”.
Queste qualità si riverberano in tutte le Opere del Maestro Mario Cossu:
Descrittività
Le Opere del Cossu hanno un grande senso descrittivo, formale, oggettivo.
Esse colpiscono immediatamente la memoria visiva del lettore ed altrettanto immediatamente penetrano nel profondo della sua psiche.
Tutte le rappresentazioni del Maestro sono perfettamente raffigurate, vive, fresche, vibranti, senza misinterpretazioni o errori.
Tutte descritte e circoscritte.
Purismo
Si accennava alla estrema esaltazione iconografica delle Opere del Maestro Mario Cossu, attraverso una strutturazione architettonica dosata ed equilibrata, elegante e fine come un’elegia greca.
Purismo sinonimo di linearità estetica, di chiarezza espressiva, di ricchezza cromatica, una sorta di “nous” o “puro pensato” kantiano.
Silenzio
Sì, anche e soprattutto silenzio.
Un silenzio palpabile che incornicia gi oggetti come le alzate, o il vaso d’argento che riflette la propria persona intenta a dipingere, o le vette innevate.
Il silenzio può essere fatto di armonie e di alchimie.
Il silenzio è la vita nascente.
Così come lo è la luna piena in una notte d’estate.
Il silenzio è stupore.
Analiticità
Così, come in filosofia, il segno analitico del Maestro Cossu indica una grande attenzione al linguaggio pittorico in un’ottica di semplificazione formale essenziale.
Tutti i suoi soggetti vivi o immobili, sono stilisticamente ed esteticamente impeccabili.
Freddezza ed apparente distacco esecutivo
Questi concetti sono in una sorta di osmosi spirituale con quello ultimo di “oggettività”.
Essi formano il dna dell’Arte del Maestro Cossu, elementi sostanziali e creativi di un percorso dello “ethòs”, l’etica Hegeliana e dell’”aistèsis o estetica concepita da Baumgarten (l’Arte del Bello) che caratterizzano tutta la sua produzione.
Il Maestro Mario Cossu sembra essere un esecutore freddo e distaccato nelle sue opere…ma a guardare le immagini di Camillo, il suo bellissimo e sicuramente amato gatto, l’oggettività diviene afflato vitale, teso ad una ricerca etica del soggetto stesso.
Per concludere questo breve cenno critico delle Opere di uno dei più significativi pittori italiani del nostro tempo, Artista di grande talento grafico, ma anche grandissimo comunicatore qual è Mario Cossu, vorrei citare una stupenda espressione, a proposito della così detta pittura realista o di realismo magico, di Massimo Bontempelli, gloria della letteratura italiana moderna, tratta da una sua opera sulla critica d’Arte:
“Precisione realistica di contorni, solidità di materia ben poggiata nel suolo; e intorno come un’atmosfera di magia che faccia sentire, attraverso un’inquietudine intensa, quasi un’altra dimensione in cui la vita nostra si proietta.”
Bontempelli, morto a Roma nel 1960, non ebbe la ventura di vedere le Opere del Maestro Cossu, per ovvie differenze di età, ma per una sorte di miracolosa transustanziazione, sembrerebbe che queste parole siano state ispirate dalle pitture del nostro Maestro.
Ed anche in questo il Maestro Mario Cossu si dimostra veramente un Artista d’eccezione: egli ha la capacità di emanare con la sua Arte dall’aspetto illusoriamente “realista o iperrealista”, una commozione visiva ed interiore che travalica il concetto di tempo e di spazio, sicuramente apprezzata dai Maestri del passato, proprio per le caratteristiche ideali accennate ed oggi gradita e molto richiesta, specie nel contesto dell’Arte nordamericana che è certamente cartina di tornasole della nuova tendenza etica ed estetica del nostro secolo.
Giancarlo Alù