Coleman - Poli
?(?) I volti e i corpi di Carmine Caterisano sono sensitive testimonianze figurali del ritorno del corpo dalla biblica dissoluzione del tempo dell?escatologia. Tempo che annuncia la fine del tempo con la resurrezione dei corpi e con la loro destinazione finale. Il volto dell?uomo, (straordinario dipinto di Papa Woitila), ritrovato nella sua fisicità anatomica, mantiene la memoria segnica e colorica dell?uomo che risorge, fatto di carne manierista, che tende alla perdita del colore nell?offuscamento provocato dalla caduta e dalla consuetudine del peccato. E? espresso un vivere nella carne sempre in prossimità della morte, una sensazione acuita dall?atmosfera grigiastra del fondo, che sembra rievocare il sentimento della morte stessa. Allora l?uomo, nella sua corposità esistenziale, non è inteso come puro corpo, ma come impasto di carne e spirito. Questa concezione vive ai margini della distinzione husserliana tra Korper, mero corpo carnale, e Leib, corpo proprio che, vivente, si relaziona al mondo,?ambiente al quale si lega nel bene e nel male?.
Lucien Coleman
?(?) Nella storia della cultura sono segnate le singole memorie in modo indissolubilmente legate al personale destino e ad un?irripetibile vocazione.
Karel Appel, Tapies, Breton, J.Michel Basquiat, Gorky ed anche i guizzi materici di Raushemberg appartengono, coscientemente raggiunti ed accettati come indicazione a Carmine Caterisano. Non ho mai pensato che la componente meramente figurativa sia per lui un approdo che disarmi la modernità: l?amore per le avanguardie ed anche l?ammiccamento per la ?Pop? come disincanto, ha fatto capolino in diverse fasi della Sua attività, grafica e pittorica.(?)
Il soggetto per Carmine, (Vedi lo stupendo dipinto? Composizione di un paesaggio della memoria? , olio, acrilico e gesso su pannello di legno), è un?evocazione pittorica unita intimamente al processo formativo, indipendentemente dal rapporto di causa effetto, o, più compiutamente, dal fatto ?ispiratore?, come un tempo si diceva, induttivo o deduttivo. Interpretare e far rivivere un contesto è, per Caterisano, un?accettazione neopositivista, non rinnega ma recupera l?innegabile linfa di un vero Artista.
(?) La Sua pittura non è un proclama d?intenti, non ama fare archeologia del passato. La malizia della mano, abile quanto mai, suggerisce anche l?ironia come disincanto. Come nel teatro, quando l?effetto d?illusione s?approssima al vero di ogni crepuscolare realismo.?
Prof. Ugo Poli