Carla d'Aquino Mineo
I COLORI DI VENEZIA NEI MOSAICI DELL'ARTISTA MONICA FARINA
Una madreperlacea luminosità, soffusa in dolcezza, si espande negli splendidi mosaici dell'artista Monica Farina, in una suggestiva narrazione, dal sacro al profano, dove risalta un chiarismo di tendenza sentimentale, mentre figure e la realtà fisica si dissolvono in una nebbia idillio. Ecco che allora, le infinite tessere di ceramica con gocce di vetro e frammenti di specchio, svelano nelle composizioni un silenzio di luce, mentre si inseguono nello spazio immaginario forme oniriche che decorano le raffigurazioni, secondo il tema affrontato in una costruzione architettonica che approda ad un'ambientazione onirica. Ecco perchè i preziosi mosaici di Monica Farina, sono tutti vibrati, mossi e trepidi in una sequenza di migliaia di tessere disuguali, alcune anche a strisce, dove spicca naturalmente l'oro dell'illustre tradizione bizantina, tra gradazioni tenerissime di colore che esaltano un gioco finissimo di trasparenza. Nel tema sacro, il volto di "Maria" appare con un leggiadro velo a filamenti bianchi che forma un contrappunto irreale, mentre il suo sguardo diviene di imponderabile bellezza e trasmissione di dolcezza. Nascono così, splendidi mosaici, in cui risalta un'impressione di freschezza e lievità aerea e, soprattutto una fragranza di colori nella delicata vena lirica, tra i toni di vapori soffusi e di ariosità captata. Nell'atmosfera chiara e calibratissima nei rapporti di forma, primeggia uno straordinario equilibrio intellettuale ed una sensibilità attenta e trepida, dove la narrazione simbolica, quanto, fantastica, esalta colori che hanno amabili contrappunti timbrici nelle dominanti tonali, i grigi abilmente sfumati ed i bianche appena screziati. Alla fine, i pregiati mosaici di Monica Farina, rivelano nella continuità storica di antichissima cultura bizantina, una capacità di rendere si realisticamente le visioni, ma anche di trasportarle in una sfera ideale. Ma soprattutto, colpisce un'arte che supera la tangibilità realistica delle cose verso spazi dilatati per scrutare l'orizzonte alla ricerca di un infinito che è anche un'apertura spirituale nei colori di Venezia di onirica bellezza.