Sandro Serradifalco

La figurazione di Iosca non è mai semplice riproduzione del reale, né sterile esercizio di abilità tecnica: è piuttosto il racconto di un’epoca appena trascorsa, di un mondo fatto di silenzi, di gesti misurati e di relazioni autentiche, che rischia di essere fagocitato dalle derive più radicali e disgreganti dell’arte contemporanea. Nei suoi dipinti si avverte una costante tensione lirica che affiora nei volti assorti, nei gesti sospesi nel tempo, nella luce che accarezza le superfici pittoriche con una delicatezza quasi sacrale. È una pittura che parla piano, senza alzare la voce, ma con una fermezza interiore che resiste alla frammentazione del presente, opponendo ad essa una visione unitaria, armonica e profondamente umana.

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