Azzurra Immediato

La Aguiari, seppur autodidatta, si è prefissata l'intenzione di seguire una tradizione figurativa d'antan, legata ad un linguaggio che affonda le radici secoli or sono, in particolare in quella pittura tardo rinascimentale che aprì le porte all'arte controriformata, post Concilio di Trento, e che apprese molto anche dal linguaggio giunto da oltralpe, dalle Fiandre in particolare. Grande attenzione alle minuzie, alla descriptio che attinge dalla mimesis la forza per portare in scena quella che si definì "pittura di genere", in cui gli oggetti ed i luoghi, spesso degli interni, assumevano il ruolo di soggetto tematico, a partire dalle "nature morte".

In tal senso, gli oli su tela di Pamela Aguiari, funzionano come una sorta di riproduzione ontologica di un linguaggio artistico che intendeva parlare per metafora, all'osservatore, stabilendo un legame attraverso differenti piani e livelli semiotici. D'altro canto, però, la Aguiari reca con sé anche una attitudine all'illustrazione favolistica, per l'infanzia. Osservando da vicino Il topolino di ceramica e Monito, il lettore potrà riconoscere illustrazioni di fiabe nordiche ottocentesche, ove, accanto alla narrazione testuale, campeggiavano illustrazioni, spesso ad acquerello, tali da proporre al piccolo lettore una immagine che fosse speculare al racconto. Ogni dettaglio dipinto concorre, anche qui, a svelare la lirica descrizione, nella delicatezza del contesto.

L'opera Monito, in particolare, è un chiaro rimando alle Vanitas del Seicento, opere e, spesso, nature morte, che fungevano da ammonimento, da memento mori, secondo i canoni di una allegoria per immagine, comprensibile anche alle grandi masse. Il dipinto della Aguiari riporta all'oggi quel sentimento, quella fascinazione che, talune opere, esercitavano - volutamente - sull'osservatore.

Pamela Aguiari, tuttavia, seppur accuratamente riporta e descrive gli elementi che accompagnano la scena raffigurata, non si lascia trattenere da un accademico iperrealismo, piuttosto, invero, apre ad una continua sperimentazione del tratto pittorico che pare quasi sfumarsi alla fioca luce che illumina gli oggetti ed i luoghi da Ella scelti. E' in tal maniera che, poi, i suoi dipinti si fanno latori di una speculazione sì riflessiva, ma anche poetica, sognante, evocativa.

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