Pubblicazione sul catalogo Mondadori : Esposizione triennale di arti visive roma 2014 tiltestetica a cura di daniele radini tedeschi
L'opera proposta dall'artista prende il nome di "Universal Art". Il titolo è la chiave epistemologica del quadro, guiuda alla comprensione di una particolare visione dell'arte dove qualsiasi materiale, anche un vecchio pezzo di rame usurato o addirittura ossidato, può assurgre al grado universale di arte. Arte dunque come percorso di nobilitazione tramite l'assemblaggio di oggetti che perfino i vecchi rigattieri avrebbero escluso. Universal Art ci rimanda per assonanza anche ad universo, poichè per questa nostra artista l'arte è il centro dell universo, è l'unico mezzo che l'essere umano ha per dare un proprio personale significato alle cose del mondo che abita, senza che vi sia nulla di oggettivo o precostituito. Opera che riporta un pò alla mente le sculture di Brancusi, nella sua scelta estetica, ma forse anche filosofica, di non adesione alla realtà.
La parete liscia viene qui e là interrotta da elementi tubolari, cilindrici; sembra quasi come se dentro quei fili di rame scorra la linfa vitale che anima tutta l'istallazione; i tubi si interrompono ad altezze diverse aprendosi nello spazio in forme simili a maniglie quasi per dotare la scultura di un proprio equilibrio e di una propria staticità.
E' così che questa struttura metallica si impossessa dello spazio che la circonda come se volesse assumere l'aspetto di un altare, di cui l'artista ne assicurerà l'immortalità.