Gianfranco Pugliese - Semiologo e Critico d'Arte

Romina Monteleone. Il volo dell'angelo Tecnica mista su tela 70x50cm

Secondo alcune tradizioni scritte e orali dell'antico Egitto, Osiride, dio dell'agricol tura e della civilizzazione dell'uomo, fu assassinato da suo fratello minore, Seth Quest'ultimo, infatti, assieme ai suoi complici, costrui un sarcofago, e, durante una cerimonia, ordinó, giocosamente, a tutti i partecipanti di entrarvi, Cionondimeno, quando arrivo il turno di Osiride, Seth ei suoi settantadue cospiratori lo rinchiusero li dentro, facendolo poi morire annegato nel fiume Nilo, nel sarcofago stesso Dopo la sua morte, il corpo di Osiride fu smembrato dai sethiani, tuttavia, le sue sorelle, Iside e Nefti, riuscirono a farlo risorgere grazie alle loro arti magiche. L'inganno e il martirio che Osiride dovette subire, ebbero come risultato che quest'ultimo diventasse il signore assoluto dell' oltretomba, nonché giudice supremo delle anime dei morti. Dopo essere stato incastrato nel sarcofago, egli fu gettato nelle acque della Bocca Tanica per rimanervi annegato. E, benché in seguito fosse risorto, Osiride non potra più ritornare nel mondo terreno, poiché egli sará destinato a vivere per l'eternità, ma nell'oltretomba, lasciando sulla Terra, invece, sue figlio, Horus, che combatterà contro suo zio Seth per vendicare l'omicidio del padre Iside, oltre a essere la sorella di Osiride, è anche la moglie di quest'ultimo, la quale, dopo lo smembramento del marito occi so, riuscirà a recuperare tutte le parti del corpo del marito stesso, tranne il fallo perché divorato da un pesce gatto. La pittrice, Romina Monteleone, ha tratto ispirazione da questo mito egiziano, per realizzare il presente quadro costituito da una tela in lino, rettangolare, di chiara matrice geometrica euclidea, dove è ravvisabile il suo estro artistico espresso, per l'appunto, sulla tela sopradetta tramite i colori acrilici e gli acquerelli per ontosignificare, fantasiosamente, i corpi pervasi dall'amore vivificante di Iside e Osiride, la quale abbraccia tenera-mente quest'ultimo, forse prima della sua morte o di converso dopo che egli è risorto Cionondimeno, l'amaro destino di Osiride è stare lontano dalla sua amata sposa perché scaraventato nell'oltretomba e giudicare assieme a Maat le anime dei defunti del pianeta Terra, giacché esso è fin dalla notte dei tempi il più grande cimitero dell Universo. Il ventre della Terra, infatti, oltre ad accogliere in se stesso le carcasse dei morti, è capace, sovente, di tenere intrappolate le anime più dannate dei defunti e di farle peregrinare, perpetuamente, senza meta in questo mondo, il quale levita nello spazio più profondo e oscuro, e solo i raggi sprigionati dalla luce del sole riescono illuminare sia la Terra stessa sia gli obiecta coltri e smarriti, nonché gli innumerevoli esseri psichici che, con il loro ontoconcretizzarsi nella realtà fenomenica, comprendono, altresi, l'ordine ontologico di ogni ente che s'impone sulla superficie del pianeta terra Romina Monteleone non rappresenta, in questo manufatto artistico, gi svariati obiecta costituenti un determinato spazio naturale o artificializzato dall'ingegno umano, bensi ella utilizza la tela per magnificare solo ed esclusivamente le figure di Iside e Osiride come unici protagonisti del dipinto, i quali sono il risultato dell'estro creativo della pittrice anzidetta, e non è raffigurato, per l'appunto, nient'altro che possa essere fonte di distrazione per la mente contemplante dell'osservatore dell' opera anzidetta Alcune multiplacche geometrimatematecizzanti fatte di diversi colori caratterizzano la pittoraffigurazione delle vesti che avvolgono la maggior parte del corpo pittorico di entrambi gli esseri psichici raffigurati sulla tela. La testa della donna è contornata da innumerevoli capelli di colore nero, mentre il viso dell'uomo è contraddistinto da una barba, tuttavia, i suoi occhi non sono ravvisabılı da parte dell'osservatore dell'opera, nel momento in cui quest'ultimo si ritrova a sostare con il suo spirito e il suo corpo di immanentizzazione antropico nei medesimi spazi ontologici accoglienti lui stesso e l'opera manifesta. I colori utilizzati per dipingere i tessuti avvolgenti i corpi dei due soggetti psichici sono il giallo, il blu, il nero e il rosso, mentre per lo sfondo del qua dro la suddetta artista ha adoperato il colore rosso, con alcuni accenni di colore martone. Sempre sullo sfondo del quadro, sono ravvisabili due piramidi, strutture antropiche che mostrano ancora di più all'osservatore del manufatto artistico, la connotazione egiziana di questi due personaggi dipinti in primo piano sulla tela soprad-detta. La mano di Osiride è pronta a levare via dal suo petto quella di Iside, poiché egli è destinato, per volere divino, a lasciare il mondo degli uomini, per dirigersi nell'oftretomba, una dimensione totalmente differente dalla realtà fenomenica, dove le ombre dei morti vegliano, eternamente, assieme a Osiride su Iside e il loro fi-glio Horus, nonché su tutto il resto dell'umanità recalcitrante.

Jean-François Bachis-Pugliese, Semiologo e Critico d'Arte Copryright 2023. Tutti Diritti Riservati

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