Il motivo della mia pittura .
Il motivo della mia pittura
La mia pittura nasce là dove il visibile si apre all'invisibile, dove la materia cessa di apparire come un confine e diventa soglia, vibrazione, possibilità. È dalla meccanica quantistica, in quanto rivelazione contemporanea della struttura profonda della realtà, che possono sorgere nuove esigenze estetiche e nuovi orizzonti del sentire.
Non si tratta di inventare un linguaggio artificiosamente separato dalla tradizione, come se l'arte potesse rinascere per semplice negazione del passato. Si tratta piuttosto di riconoscere, dentro la trasformazione del pensiero scientifico, una mutazione più vasta: quella del nostro modo di abitare il mondo, di percepirlo, di concepirne l'ordine segreto. In questo senso, l'arte non segue la scienza; ne ascolta la risonanza più sottile, ne raccoglie l'eco interiore e la traduzione in forma, colore, ritmo, tensione.
I quanti non sono soltanto unità fisiche: sono segni di una realtà intermediaria, di un territorio in cui materia ed energia non si oppongono ma si compenetrano, lasciando emergere una dimensione ulteriore, che possiamo intuitivamente avvicinare alla psiche, alla coscienza, al mistero stesso dell'essere. È in questo spazio intermedio — né del tutto materiale né puramente spirituale — che si colloca la mia ricerca.
La mia pittura quantistica è, in fondo, una ricerca di rivelazione: un tentativo di dare forma a ciò che precede la forma, di rendere percepibile il movimento invisibile da cui ogni apparenza prende origine. Essa non vuole descrivere il mondo com'è, ma interrogare il processo segreto attraverso cui il mondo diventa. E in questa soglia, tra energia e presenza, tra cosmo e coscienza, tra visibile e invisibile, trova il suo respiro più profondo.