Dott.ssa Sabrina Di Pasquale
"Le opere di Valerio Villani ci riportano a quell’isolamento esistenziale che affiorò nel bel mezzo del Romanticismo con William Blake e Fussli.
Le sue figure sono sfocate e alleggerite, ci rimandano all’incubo notturno e a quella visione dell’uomo che si trasforma in una creatura che non ha più la percezione di sé. I suoi volti ci raccontano delle storie: le inquietudini dell’uomo, le sue debolezze. Nella crisi più profonda si percepisce la voglia di rinascere, di avere una prospettiva futura. Voglia di rinascere come la fenice dalle sue ceneri.
“..è nel silenzio di questi sguardi che egli si sente posseduto, perduto nel suo corpo, alienato…non c’è più distanza fra lui e lo sguardo d’altri..” (Corpo, sguardo d’altri. Franco Basaglia 1965)
Nei contorni non definiti dei suoi personaggi c’è una costante ricerca della propria identità. La sua evoluzione artistica è data da una attenta osservazione dell’uomo contemporaneo sempre più vittima delle proprie fragilità.
La sensibilità e l’empatia di Villani gli permette di creare e trasmettere emozioni.
Le sue opere eseguite con tecniche differenti sono ipnotiche, fuoriescono dalla cornice, l’atto dell’immagine non si limita nell’essere osservata, ma muta i comportamenti umani creando emozioni e riflessioni"