Belforte
Descrizione
Belforte
Nero è il gorgo che inghiotte la foce,
laddove il Timavo annega nel niente,
Belforte sorge, uno scheletro atroce,
tra i flutti infetti di un tempo furente.
Non v’è più Doge, non v'è più gloria,
solo il fetore di vecchi massacri,
il Villaggio del Pescatore perde la memoria
sotto i colpi di questi flutti sacri.
Sbatte il galeone, carcassa di legno,
tra le fauci di un mare d'inchiostro e di fiele,
mentre l'autore, nel vuoto disegno,
annega l'angoscia strappando le vele.
La tela è una tomba di polvere e blu,
la spatola scava la carne e il tormento;
ciò che c'era dentro non tornerà più,
disperso nel freddo, nel buio, nel vento.
Una luce spettrale, un pallido osso,
la luna rimira il naufragio interiore;
non c'è più porto nel mare commosso,
resta solo il silenzio che uccide il pittore.
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