Ecceitas
Descrizione
Ieri in bottega a Pozzuoli dipingevo questa tartaruga. Un amico mi ha chiesto quale fosse il suo significato simbolico. Nessuno. Provo a sottrarre le cose alla dittatura del simbolo per restituirle alla loro nuda e irriducibile presenza. Provo a salvare l'haec quiddam singulare.
Nel "Così parlò Zarathustra", Nietzsche lancia un'esortazione che sento vibrare su questa tela:
«Vi scongiuro, fratelli miei, rimanete fedeli alla terra e non credete a quelli che vi parlano di sovraterrene speranze! Lo sappiano o no: costoro sono degli avvelenatori. Sono spregiatori della vita, moribondi e avvelenati essi stessi, dei quali la terra è stanca: se ne vadano pure! Un tempo il peccato contro Dio era il massimo peccato; ma Dio è morto, e con lui sono morti anche questi peccatori. Peccare contro la terra è ora la cosa più terribile...»
Questo dipinto a olio su tela non rimanda a retromondi idealistici. È uno spatolato materico, un astratto figurativo dove il colore e la luce mediterranea celebrano la pura, effimera e magnifica contingenza dell'Essere. Senza spiegazioni. Solo presenza.
0 commenti
registrati o accedi per lasciare un commento
