Il Cristo della Vigna
Descrizione
Titolo opera: “Il Cristo della Vigna”.
Ho scelto la vite perché non è un legno qualunque.
È un legno che ha vissuto. Ha portato frutto, ha attraversato stagioni, mani, sole, pioggia e potature. Porta dentro ferite vere, nodi, torsioni, cicatrici. Proprio come l’uomo.
Quando ho trovato questo tralcio non ho visto semplicemente un pezzo di legno. Ho visto una presenza.
C’era già una croce nascosta dentro quella materia contorta, come se aspettasse soltanto di essere liberata.
Non volevo creare un crocefisso perfetto.
La perfezione non appartiene alla sofferenza.
Volevo qualcosa di vivo, irregolare, quasi inquieto. Un Cristo nato dalla terra, consumato dal tempo e attraversato dalla luce.
La foglia d’oro non è decorazione.
È la luce che entra nella ferita.
È il divino che attraversa la materia povera.
È la resurrezione che passa dentro il dolore senza cancellarlo.
Per questo l’ho chiamato “Il Cristo della Vigna”.
Perché la vite, prima di dare vino, deve essere tagliata.
Perché il vino richiama il sangue.
Perché nei tralci contorti di questo legno ho ritrovato qualcosa di profondamente umano e sacro insieme.
Quest’opera, per me, parla di redenzione, ma anche di resistenza.
Della possibilità di trasformare ciò che è stato spezzato in qualcosa che continua a parlare di luce.
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