INCONTRO CON FRIDA
Descrizione
Frida, con la sua corazza di dolore e fiori, non osserva gli orologi molli che si sciolgono come lacrime di metallo fuso, ma fissa l'occhio ciclopico del rinoceronte, comprendendo che la vera persistenza è la sofferenza immobile, non il tempo che scorre.
Sullo sfondo di un'eternità viscosa, dove gli orologi hanno rinunciato alla loro funzione, il rinoceronte irrompe come l'unica realtà solida, un'ossessione pesante e corazzata che la pittrice accoglie senza stupore, riconoscendola come un'altra delle sue ferite più intime e feroci.
In un paesaggio dove la cronologia si è arresa all'assurdo, il volto di Frida è un santuario: i suoi capelli sono radicati a terra mentre gli orologi molli si deformano al suo cospetto, mentre il rinoceronte, con il suo corno affilato, è l'unica lancetta che indica l'ora esatta del suo martirio interiore.
La pelle del rinoceronte, rugosa come la tela del destino, è il letto su cui riposano gli orologi disfatti, mentre Frida, legata al suo corsetto invisibile, è l'unica a scandire il ritmo di questo circo di solitudini e tempo tradito.
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