LA FATA BIANCA
Descrizione
Lei era l'architettura sospesa di un sogno bianco, e ogni mattone custodiva un battito d'ali silenziose.
Le torri non guardavano il cielo, lo tenevano; erano la sua pelle di pietra e ne misuravano la candida gravità.
Il castello non aveva porte, solo albe: si entrava sognandola, si usciva dimenticandola.
Nelle sue stanze di nebbia, il tempo danzava al contrario, per non svelare i segreti della sua eterna Bianchezza.
I draghi non erano guardiani, ma costellazioni in fiamme che le giravano intorno per non farla cadere nel vuoto del giorno.
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