La simbiotica persistenza omeostatica
Descrizione
In La simbiotica persistenza omeostatica, l’artista costruisce un sistema vivente in cui spazio cosmico, materia biologica e stratificazioni geologiche confluiscono in un unico organismo pulsante. Il nucleo centrale — attraversato da filamenti neri ramificati — funge da centro regolatore, luogo in cui la tensione viene assorbita e redistribuita. Attorno ad esso, pietre‑cellule, fratture cromatiche e strati atmosferici interagiscono in un equilibrio dinamico che non si stabilizza mai.
La simbiosi non è rappresentata come armonia, ma come interdipendenza vitale: ogni elemento esiste grazie agli altri. La persistenza introduce una dimensione drammatica, suggerendo un organismo che resiste, si adatta e si riorganizza nonostante le pressioni interne. L’equilibrio omeostatico diventa visibile attraverso contrasti di colore, densità e movimento, rivelando un sistema che ricalibra continuamente le proprie condizioni di esistenza.
In La simbiotica persistenza omeostatica, the artist constructs a living system where cosmic space, biological matter, and geological strata converge into a single pulsating organism. The central nucleus — crossed by branching black filaments — acts as a regulatory core, a place where tension is absorbed and redistributed. Around it, cellular stones, chromatic fractures, and atmospheric layers interact in a dynamic equilibrium that never settles.
The work explores symbiosis not as harmony, but as a vital interdependence: each element survives because of the others. The notion of persistence adds a dramatic dimension, suggesting an organism that resists, adapts, and reorganizes itself despite internal pressure. The homeostatic balance becomes visible through contrasts of color, density, and movement, revealing a system that continuously recalibrates its own conditions of existence.
Ribaldone transforms the canvas into a cosmological body — a place where matter thinks, reacts, and evolves. The painting does not depict stability; it performs the struggle for equilibrium.
Ribaldone trasforma la tela in un corpo cosmologico — un luogo in cui la materia pensa, reagisce, evolve. Il dipinto non rappresenta la stabilità; mette in scena la lotta per l’equilibrio.
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