Occhio Odioso v.3
Descrizione
In questa terza parte del polittico Occhio Odioso, la figura appare sospesa in una danza rituale, come una marionetta tesa tra fili invisibili. È avvolta da pieghe calde ma soffocanti, che la avvolgono fino a privarla della voce. Il volto non parla più, e il corpo è ridotto al silenzio. Ai suoi piedi emerge un cerchio che ricorda una pupilla: simbolo dell’occhio che non osserva più, ma controlla.
La vittima è ormai soggiogata, assorbita dallo sguardo che ha preso il potere. Il corpo diventa ombra di sé stesso, mentre l’occhio ha ottenuto dominio – sottomettendo l’anima e il movimento.
L’occhio giudicante non è più solo spettatore, ma entra nello spazio dell’azione: una presenza che invade e distorce, lasciando percepire un rito di trasformazione. L’acqua riflette l’illusione, amplificando la tensione fra apparenza e verità.
Con i pastelli digitali continuo la mia ricerca sulla percezione e sul potere dell’immagine come strumento di fascinazione e prigionia, esplorando il fragile equilibrio tra spiritualità e critica sociale.
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