Origine
Descrizione
Origine non ha un volto preciso, né un nome, né un tempo.
È l’inizio quieto, il punto in cui l’essere umano prende forma.
Là dove amore e identità non sono ancora divisi,
ma si fondono in un unico gesto: la cura.
Non è madre. Non è padre. È presenza.
Un Essere che dà la vita e, nel donare, lascia andare.
Non c’è possesso, solo accoglienza e distacco.
Un gesto che parla di nascita, di responsabilità, di tenerezza che non ha confini.
E forse, anche di quella lieve malinconia che accompagna ogni inizio.
Con questa riflessione visiva ho voluto tornare a un tempo primordiale,
prima dei nomi, prima delle categorie.
La figura è androgina, essenziale, raccolta.
Tiene tra le braccia un neonato in un gesto silenzioso, profondo.
Non c’è ruolo, solo cura nella sua forma più pura.
Le linee sono semplici, i colori caldi.
Ogni dettaglio invita a superare le dualità — maschile e femminile, forza e dolcezza —
per ritrovare, nel gesto di protezione, qualcosa che ci riguarda tutti.
Lo sguardo della figura è assorto, calmo.
Non c’è dolore, ma una consapevolezza quieta:
ogni nascita è anche un distacco.
Ogni amore autentico contiene, in sé, la capacità di lasciar andare.
Origine è, per me, una meditazione sul prendersi cura,
sull’atto del creare senza trattenere,
sull’identità come qualcosa che si scopre, si offre, e poi si lascia andare.
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