paesaggio popart; alla ricerca di un punto fermo...
Descrizione
Quest'opera non è semplicemente una veduta paesaggistica; è un'ancora di salvezza, una mappa emotiva creata nel momento della fragilità e della ricerca di stabilità. È la prima opera realizzata dall'artista dopo il sisma del 31 luglio che ha colpito duramente lo studio a Pozzuoli. Un evento che ha spezzato l'equilibrio, rendendo la sua solita, fluida pittura un atto momentaneamente impossibile.
Di fronte al caos esterno e interiore, l'artista ha sentito la necessità imperiosa di un ordine, di confini netti, di "qualche punto fermo". Nasce così un'opera che, per scelta consapevole ed eccezionale, "viola" le regole della sua stessa poetica. Se da sempre la sua pittura tende a dissolvere i contorni, a far emergere il fondo caotico e vivo dove le cose si intrecciano tra loro, qui quel caos cromatico — vivo, materico e acceso — è volutamente circoscritto e racchiuso.
Un taglio netto al caos. La montagna, formata da un collage di frammenti cromatici e materici di gialli, arancioni e viola, non sfuma più nel cielo. È arginata da linee precise e severe, quasi una gabbia rassicurante. E a circondare questo "caos circoscritto", c'è un azzurro piatto, profondo, calmo: un colore che, in questo momento di fragilità, per l'artista è diventato rassicurante e rasserenante.
Anche gli elementi figurativi — le barche a vela, i palloni aerostatici — sono confinati in contorni definiti, un richiamo alla stabilità in un mare e un cielo che, in questa fase, sono pura espressione di ordine.
Quest'opera è un'eccezione necessaria, una testimonianza visiva della forza dell'arte di adattarsi e trovare nuove forme di espressione e di consolazione di fronte all'imprevedibile. L'artista si augura che il pubblico possa accogliere e apprezzare questo lavoro non come una deviazione dal suo percorso abituale, ma come un'espressione autentica e potente della sua resilienza e della ricerca di pace in un momento di fragilità.
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