quadri in vendita online - "Pedine"

Descrizione

L'opera è di una violenza calma. L'artista sceglie una prospettiva zenitale, impossibile, divina. La città è dipinta come un organismo che si deforma. Le strade, di un blu di Prussia profondo e innaturale, convergono in un incrocio a X che non è un incrocio, è un palcoscenico. Al centro, l'unica luce calda del quadro: una pavimentazione a scacchi di tocchi rosati e avorio che pulsa.

Su questa scacchiera urbana, le figure umane sono ridotte a ideogrammi. Puntini neri, soli o a coppie, che brulicano senza direzione. Tre di loro, però, rivelano la verità dell'opera: sono legate. Tre fili bianchi, tesi, luminosi, scendono dall'alto e si attaccano alla loro schiena. In alto, tagliate dal bordo della tela, tre mani enormi, anonime, carnali. Non tirano con forza, guidano con indifferenza.


Il titolo dice "Pedine", ma la tecnica dice Marionette. La pedina ha ancora una regola, un movimento possibile. La marionetta no. L'artista ci dice che l'illusione contemporanea non è quella di essere liberi, ma di credere che gli altri siano liberi mentre solo alcuni fili si vedono. I fili sono solo tre, non servono di più. Basta mostrarne pochi per far capire che anche gli altri, invisibilmente, esistono. 

Una grande sensibilità materica ritroviamo nell'acrilico che costruisce l'architettura fredda, veloce, a tratti graffiata. L'olio costruisce la luce: le finestre accese non sono punti gialli, sono impasti densi, giallo di Napoli e ocra che colano e scaldano. Il contrasto tra il blu gelido delle strade e il giallo domestico delle case crea quella che potremmo chiamare alienazione intima, stare dentro ma sentirsi fuori.

Il dialogo con la storia è chiaro ma non citazionista. C'è la metafisica di de Chirico nelle prospettive falsate, c'è il surrealismo civico di Magritte nell'oggetto quotidiano che diventa minaccia, c'è un'eco di Goya nei capricci del potere che diventa mostruoso. Ma la cifra resta personale, notturna, lombarda in quel suo modo di dipingere la luce artificiale come unica luce possibile. La firma rossa, graffiata in basso a destra come un marchio, è l'ultimo gesto politico: l'artista si firma con lo stesso colore del sangue e dell'allarme.

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