TRACCIA 273
Descrizione
Traccia 273 non racconta una scena: registra un passaggio.
Uno spazio diviso, sospeso, dove pochi segni emergono come residui di un evento già avvenuto. Il colore non riempie: contiene. Le linee verticali sembrano affiorare dal fondo, come scariche o presenze sottili, mentre i piccoli elementi luminosi restano isolati, senza gerarchia né centro.
L’opera vive nel silenzio che resta dopo l’accadere.
Non spiega, non guida: lascia allo sguardo il compito di sostare nella soglia tra equilibrio e disorientamento.
È una traccia, appunto: ciò che rimane quando l’evento interiore si è già ritirato.
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