Bruciami
di Chef
Descrizione
Quest’opera è un urlo muto, inciso con le dita sul corpo della memoria. Il corpo ritratto non è solo quello di una donna: è la sagoma viva di un amore finito, la pelle che è rimasta impressa dentro, anche dopo l’addio. Il dipinto vibra di rabbia, desiderio e nostalgia: ogni colpo di colore, ogni striatura grezza fatta con le mani, è un gesto viscerale, un tentativo di trattenere ciò che ormai è andato.
La figura femminile domina la tela come un’ombra ingombrante e sacra. I suoi capelli neri si intrecciano come radici che soffocano, o come pensieri ossessivi che non trovano pace. Il suo corpo, scolpito con bianchi e grigi, è un tempio di carne e assenza, circondato da lingue di fuoco — forse passione, forse tormento — che sembrano consumare la tela come un ricordo che brucia ma non muore.
Non ci sono occhi, né volto, né sguardo: è il corpo a parlare, a reclamare spazio. È un atto di resa e di rivalsa insieme, dove l’artista ha messo se stesso non per dipingerla, ma per liberarsene. Eppure, il quadro la tiene lì, eterna, sospesa tra fuoco e pelle, tra amore e ferita.
Bruciami
Di carne eri fuoco,
e ora sei cenere sotto le unghie.
Ti ho strappata dalla pelle
ma resti tra le dita.
Non ti dipingo per ricordarti,
ti dipingo per finire.
Ma ogni curva tua che nasce nel colore,
è un ritorno.
Bruciami.
Almeno così smetterai di ardere.
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