Biografia

«Gli occhi sono lo specchio dell’anima».

È da questa convinzione che nasce la mia ricerca artistica. Ogni sguardo è un territorio unico, carico di desideri, paure, sogni, tensioni interiori ed emozioni spesso taciute. È lì che concentro il mio lavoro: nel punto in cui l’immagine smette di essere superficie e diventa presenza.

Il mio percorso è autodidatta, lontano da una formazione accademica tradizionale. Questa condizione, anziché rappresentare un limite, ha guidato la mia pratica verso una sperimentazione libera e personale, fondata sull’osservazione, sulla disciplina del segno e su un rapporto diretto con il fare. La mia attenzione non è rivolta tanto alla pittura intesa in senso canonico, quanto al processo stesso di costruzione dell’immagine e alla capacità dell’uomo di crearla, trasformarla e caricarla di significato.

Al centro del mio lavoro c’è il volto umano, inteso come spazio di indagine emotiva e psicologica. Le espressioni, e in particolare lo sguardo, diventano il luogo in cui si condensano identità, memoria e tensione narrativa. A questo interesse si affianca quello per le illusioni ottiche e per la scomposizione dell’immagine: ogni mia opera nasce infatti dall’intreccio di segni lineari — paralleli, perpendicolari o modulati — che, variando per spessore, densità e ritmo, ricostruiscono gradualmente la figura.

Da questa sintesi prende forma una tecnica personale, che dialoga idealmente con la Pop Art e con alcune esperienze della street art contemporanea, ma che si sviluppa in modo autonomo. Ho definito questo linguaggio “BarCode Art”, non come etichetta estetica, ma come riferimento a un metodo visivo che trasforma il segno seriale in immagine, e l’immagine in struttura percettiva. Nel tempo ho riconosciuto affinità anche con pratiche digitali e con l’uso di filtri fotografici, pur mantenendo sempre un approccio manuale e materico.

Nel corso degli anni ho realizzato opere dedicate inizialmente a soggetti di carattere religioso — santi e figure bibliche — per poi ampliare la ricerca verso icone della musica e del cinema, esplorando il confine tra sacro, mito e cultura popolare.

Dopo una lunga fase di lavoro in monocromia, la mia ricerca è oggi in evoluzione: sto introducendo il colore e variando la texture di base, trasformando progressivamente le linee in curve o in altre forme suggerite dal processo creativo. Un’evoluzione naturale, che non rinnega il passato ma lo amplia, mantenendo intatto il nucleo della mia pratica: il segno, lo sguardo, il tempo.

Scopri di più