Costantino Di Renzo - pittore contemporaneo

Costantino Di Renzo vende quadri online

Costantino Di Renzo

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Biografia
Curriculum

Nasce a Chieti (Italia) nel 1946.

Inizia la sua attività nel 1965 frequentando l’Accademia di Belle arti di Roma. Già dai primi anni della sua professione di pittore, elabora una attenta ricerca sull’arte del passato; in particolare sulla pittura dell’olandese Vermeer , elaborandone le immagini in una analisi concettuale . Nel 1974, aderisce al movimento iperrealista , esponendo i suoi lavori presso la galleria Margutta a Pescara(1976), la galleria Il Modulo a Salerno(1977). Nel 1978 si reca negli Stati Uniti per approfondire la tecnica dell’iperrealismo e frequenta gli studi degli artisti Richard Estes, Don Eddy e Chuk Close. Entra in contatto con la Borghi gallery di New York , dove espone nel 1979 una serie di lavori dal titolo : “New York, sphinx of cement, alluminium and mirrors” I critici militanti si occupano di lui: Duilio Morosini, Marcello Venturoli , Giuseppe Marchiori ed altri scrivono sulla sua pittura, Nel 1975 e nel 1979 partecipa al XXIX e XXXIII “Premio F.P. Michetti”. Dal 1980 si dedica alla scultura, esponendo i lavori nel 1982, presso la galleria Cesare Manzo a Pescara e la galleria Centro sei di Bari. Le sculture che esegue, sono figure velate, realizzate in vetroresina, figure che invadono lo spazio espositivo in una sorta di installazione. Nel 1982, partecipa, con tre grandi sculture alla Fiera Internazionale di Bari tra gli artisti invitati nello “spazio giovani” Altre opere scultoree vengono esposte alla Fiera Internazionale di Bologna e nel 1983 alla Fiera Internazionale di Basilea. Nel periodo 1980-1984, l’artista è inoltre impegnato nella scenografia teatrale, collaborando con la compagnia teatrale Cooperativa Alta nell’allestimento scenografico di “Sogno di una notte di mezz’estate” di Shakespeare; in “Lazzarina tra i coltelli“ di Rosso di San Secondo, “La Moscheta “ di Ruzante, con lo stabile di Reggio Calabria in “Socrate alla guerra” di Mario Moretti. Il 1985, è il ritorno alla pittura e invitato dall’artista Australiana Nora Heysen , si reca a Sidney e in un anno di permanenza, esegue una serie di lavori sulle quattro stagioni: Le opere, prendono una nuova fisionomia. Forse influenzato dalla fantastica, quasi irreale natura australiana, l’artista esegue dodici quadri sui mesi dell’anno e un’opera gigantesca di 3 metri per 5 che rappresenta le 4 stagioni, opere che espone alla Maori gallery di Sidney. Tornato in Italia, inizia a dipingere sette grandi tele dedicate alla luna, che espone alla Galleria Fraticelli, a Roma nel 1989, entrando così in contatto con gli artisti della pittura ipermanierista. La pittura citazionale, lo affascina; in un certo senso è un ripercorrere il suo passato, quando, partendo da Vermeer ne concettualizzava le opere. Cambia la tematica, pian piano si accosta alla mitologia Greco-romana, ma non con la volontà di eseguire una sorta di illustrazione delle vicende degli dei ed eroi del passato, ma partendo dagli stessi, inventa storie nuove e fantastiche, non codificate dalla letteratura classica. Sempre nel 1989, partecipa alla Fiera internazionale di Roma. La sua pittura si fa tersa, pulita, maniacale. Italo Mussa scrive di lui: “Da dove nascono quindi i miti che Costantino Di Renzo descrive nei suoi quadri? Sarebbe molto facile rispondere: dall’antico, dai recessi

primordiali dell’anima, dalla storia, secondo gli spiriti positivisti; dai sogni, direbbero gli psicanalisti freudiani; dalla memoria inconscia collettiva, direbbero i seguaci di Jung; dai simboli, potrebbe

suggerirci qualche anima mistica; dai rapporti allegorici delle

forme, direbbero gli strutturalisti; dai segni, secondo l’opinione dei

seguaci di Barthes. Certo, i suoi quadri possono anche nascere da una

parte di tutte queste radici, ma questo è naturale, è semplicemente il

risultato della cultura, dell’erudizione, della riflessione estetica, di cui Di Renzo è nutrito, ma noi vogliamo cercare qualcosa di più, capire meglio questa improvvisa invasione di miti nel cuore del ventesimo secolo, descritto da molti come un secolo arido, razionalista o almeno materialista.

Questa pittura sembra fatta per complicare straordinariamente il

problema; per noi l’artificio è bellezza, è invenzione, è un gesto di

coraggio e di trionfo, è la grande trasfigurazione che osserviamo anche

nei quadri di Costantino Di Renzo che ci consentono un balzo straordinario

attraverso il tempo.

Le sue opere ripropongono la riscoperta della leggenda e della favola,

del mito che ci inganna, ma che contemporaneamente ci illumina, ma forse

ci troviamo soprattutto su una strada più sicura se parliamo anche della

conquista dell’immaginazione.

E’ questa una indicazione preziosa che non dobbiamo trascurare.”

 Nel 1992, a seguito dell’interessamento della Sakamoto Gallery di Osaka, viene inaugurata una importante mostra in Giappone, dove espone 36 opere di grande formato. Nello stesso anno, nonostante le lusinghe del mercato, decide di abbandonare la città di Roma, nella quale aveva vissuto e lavorato dal 1985 e dopo aver acquistato una casa in campagna, nei pressi della sua città natale, inizia, in totale isolamento, un approfondito studio sull’Ulisse Omerico, eseguendo una serie di lavori, in una sorta di simbiosi tra pittura e letteratura. Anche in questo caso la sua ricerca non si basa su una semplice illustrazione del viaggio di Ulisse da Troia ad Itaca, ma partendo dalla profezia di Tiresia analizza una attenta analisi sulla ripartenza dell’eroe omerico dalla sua isola, dopo la condanna all’esilio. E’di questo periodo, l’impegno dell’artista nell’eseguire grandi opere e cicli pittorici per collezioni pubbliche e private. I lavori di questo decennio vengono esposti nel 2002, in una personale nella “Rolnick House” a Miami . Nel 2003 la sua pittura, seppur legata ancora alla tematica dell’antico mito mediterraneo, si frammenta in geometrie irregolari, arricchendosi di elementi plastici che ne continuano il racconto, oltre la superficie della pittura stessa. Nel 2005, animato dallo spirito di cimentarsi in altre discipline, scrive quattro racconti: ”Io Cromos”, ”Abisso”,” Eden” e ”Le porte” e nel 2008 elabora cinque video: “Il canto di Penelope”,” Odisseo, ultimo atto “, “ Telemaco sogna il ritorno del padre “,” Inferi (Orfeo ed Euridice ) “ e “ Il testamento di Arianna “. Nel 2009 espone quaranta opere di grande formato in una personale dal titolo “Divine metamorfosi”, al castello Carlo V di Lecce, su invito e sotto il patronato dell’amministrazione città. Alla fine dello stesso anno, in collaborazione con il Teatro Stabile D’Abruzzo, esegue un video per una rappresentazione teatrale sulla nascita della città dell’Aquila, tratto dalle “ Cronache” di Buccio di Ranallo, con riferimenti, non solo alla storia della fondazione, ma anche tratteggiando le vicende dolorose del terremoto, che ha colpito la città del 2009. La mostra di Lecce comunque, decreta la fine del periodo mitologico. L’artista, cambia, stravolge la sua tematica, entrando in una nuova fase. La sua pittura si riveste di attualità; scava nei meandri nascosti della mente, si veste degli abiti del mondo contemporaneo, scava nelle bassezze umane, nella follia, la perversione e le debolezze della società attuale. Piccole storie in chiave metafisica e surreale, riproposte con una vena di profonda ironia. Esegue contemporaneamente un video dal titolo Pratica-Mente…e ho detto tutto. Nel 2011 espone presso la Primo piano Gallery di Lecce su invito della gallerista Dores Sacquegna in una collettiva sul fantastico immaginario. Nel 2012 allestisce una mostra personale alla Unigallery a Milano e nel 2017 allestisce una mostra presso l’Aurum di Pescara. Nell’anno 2019 espone 40 opere al Museolaboratorio di Città Sant’Angelo (PE). Nel 2020, una rilettura della Divina Commedia illumina il nuovo e Ultimo Viaggio. Esegue un polittico di 300x250 cm, dedicato all’Opera Dantesca e altre opere sul Giudizio Universale. Questi ultimi lavori sono stati esposti alla Pinacoteca provinciale di Salerno nel 2024 In questa occasione, viene insignito di medaglia d’oro dall’associazione Dante Alighieri e nello stesso anno espone i suoi lavori presso il Museo PAM di Parete ( Caserta )


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MOSTRE

1973 Personale Galleria “Studio G7”Avezzano L’Aquila

1975 XXIX “Premio F.P. Michetti”Francavilla al mare Chieti

1976 Personale “Galleria Margutta” Pescara

1977 Personale “Galleria Il Modulo” Salerno I

1978 Personale “Borghi Gallery” New York USA

1979 XXXIII “Premio F. P. Michetti “ Francavilla al mare Chieti

1982 Personale “Studio Cesare Manzo” Pescara

1982 Fiera internazionale Bari “Spazio giovani”Bari

1982 Fiera internazionale Bologna

1983 Fiera internazionale Basel Svizzera

1983 Personale “Galleria Centro6”Bari

1984 Personale “Villa Durini” S.Silvestro Pescara

1984 Personale “Maori gallery” Sidney Australia

1986 Collettiva “Presenze” “ Studio Cesare Manzo” Pescara

1990 Collettiva Galleria “Il centauro” Ostia Roma

1988 Personale “Studio d’arte Fraticelli” Roma

1989 Fiera internazionale di Roma Italia 1992 Personale “Sakamoto Gallery” Osaka Giappone 2002 Personale “Rolnick House” Miami USA 2006 Collettiva “Arpolis” Rassegna internazionale Arti visive Alanno Pescara 2008 Personale “PiziArte” Teramo 2009 Personale “Castello Carlo V” Lecce 2012 Personale UniGallery Milano 2013 Personale Aurum Pescara 2019 Personale Museolaboratorio Città Sant’Angelo 2022 e 2023 Collettiva Festival D’Arte e Cultura Montecorvino Rovella SA 2023 Personale Palazzo Lepri CH 2024 Personale Pinacoteca Provinciale di Salerno 2024 Personale Museo PAM Parete ( Caserta )


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