Sandra Lucarelli

IL PENSIERO DELLA CRITICA D'ARTE SANDRA LUCARELLI SULLA MOSTRA DI DANIELE CERU'

Così come un sogno o come un gioco gli universi si condensano nella loro più sublime poesia! Cromie intense, come musica scandita da un metronomo nei suoi ritmi più vivaci di forme e di colori, note spesso delicate dove le stagioni ritrovano le loro caratteristiche che si potrebbero evidenziare in composizioni di Vivaldi.

C'è, nelle opere di Daniele Cerù e nella sua tecnica mista, un amalgama di emozioni e sensazioni, aperte a ventaglio sulle pagine del libro - vita.

Modelli in cui non c'è notte né declino ma un correttivo di speranze che fanno navigare la fantasia sulle rotte di mondi lontani, spesso fiabeschi.

Una ricercata sintesi di filosofie paniche, un trionfo del giorno vissuto come l'epica di un poema.

La figura femminile, la fanciulla è la chiave di volta dei nostri archi esistenziali, è oltre ogni modello pittorico di femminilità che parte dagli impressionisti, attraversa la donna con l'ombrellino di Monet e l'archetipo di Madre Natura e Madre Terra.

Queste figure di fiori e di fanciulle diventano appunti artistici, mappe filosofiche e filosofai, mediazioni alchemiche, dispense educative dentro una mistica metafisica.

Sandra Lucarelli

Critico d'Arte

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