David Malvolti - pittore contemporaneo
David Malvolti nasce a Vinci (Fi) nel Giugno 1969 e trascorre i primi anni della sua infanzia a Fucecchio. A metà anni '70 si trasferisce a Prato, dove impara la musica dal nonno materno, maestro di musica Ugo Innocenti.
David Malvolti
Negli anni 80 lasciati gli studi tecnici per dedicarsi al lavoro, la sua esperienza artistica da autodidatta inizia nei primi anni '90 con il disegno a china, l'incisione e la pittura astratta.
David Malvolti dipinge con tecnica mista, pennello e spatola, le sue opere fanno parte dell'astratto informale
La conoscenza di Giuseppe Magelli, detto Beppe, estroverso personaggio della Prato degli anni 80/90, gli trasmetterà la passione per i viaggi e l'interesse per l'oriente, lo Zen, il Taoismo e Buddhismo, che lo porteranno a trascorrere diversi mesi all'anno nel sud est asiatico, dove nel 2001 in Thailandia incontrerà una ragazza Thailandese di nome Po con la quale si sposa nel 2005. Attualmente David e Po vivono felicemente in Italia e hanno un figlio, John Kevin.
David Malvolti
David Malvolti nasce a Vinci (FI) nel giugno 1969 e trascorre i primi anni della sua infanzia a Fucecchio. A metà degli anni ’70 si trasferisce a Prato, città che diventerà il suo punto di riferimento umano e creativo. Qui si avvicina alla musica grazie al nonno materno, Ugo Innocenti, maestro di musica, che gli trasmette disciplina, sensibilità e il valore dell’espressione artistica.
Negli anni ’80, lasciati gli studi tecnici per dedicarsi al lavoro, Malvolti intraprende un percorso personale fatto di ricerca e sperimentazione. La sua esperienza artistica da autodidatta prende forma nei primi anni ’90 attraverso il disegno a china, l’incisione e, successivamente, la pittura astratta.
La sua produzione si sviluppa nell’ambito dell’astratto informale, con opere realizzate in tecnica mista, utilizzando pennello e spatola, dove il gesto e la materia diventano strumenti essenziali di narrazione interiore. Il colore, spesso energico e stratificato, è il linguaggio attraverso cui l’artista esplora tensioni, emozioni e stati dell’anima, trasformando la tela in un campo di libertà espressiva.
Un incontro decisivo nella sua vita è quello con Giuseppe Magelli, detto Beppe, figura carismatica e fuori dagli schemi della Prato degli anni ’80 e ’90. Magelli gli trasmette la passione per il viaggio e alimenta in lui l’interesse per l’Oriente, lo Zen, il Taoismo e il Buddhismo. Questo richiamo spirituale e culturale lo porterà negli anni a trascorrere lunghi periodi nel Sud-Est asiatico.
Nel 2001, durante un soggiorno in Thailandia, conosce Po, una ragazza thailandese che diventerà sua moglie nel 2005. Oggi David Malvolti vive in Italia con Po e il loro figlio, John Kevin, continuando a coltivare la pittura come spazio di ricerca, identità e visione.
Critica
La pittura di David Malvolti si colloca con decisione nell’ambito dell’astratto informale, dove la materia e il gesto diventano strumenti essenziali di espressione. Le sue opere nascono da una tensione interiore che si traduce in superfici dense, stratificate, costruite attraverso una tecnica mista che alterna pennello e spatola, lasciando emergere una pittura fisica, concreta, quasi materica.
Il colore è energia, urto emotivo, frammento di coscienza. Le composizioni sembrano svilupparsi come un linguaggio istintivo, ma rivelano, a un’osservazione più attenta, una struttura equilibrata e un controllo rigoroso del ritmo visivo. In Malvolti l’apparente caos è spesso una forma di ordine nascosto, un equilibrio fragile tra impulso e disciplina.
Le sue tele evocano paesaggi interiori, dove la forma è dissolta e ciò che rimane è la traccia di un’esperienza: vibrazione, contrasto, ferita, slancio. La materia pittorica diventa memoria e tensione, mentre il segno si impone come gesto necessario, non estetico ma autentico.
Il risultato è un linguaggio diretto e riconoscibile, capace di trasmettere un’immediata intensità emotiva e di coinvolgere lo spettatore in un dialogo istintivo, quasi fisico. Proprio questa forza espressiva ha portato negli anni alla vendita di diverse opere, apprezzate da collezionisti privati attratti dalla potenza materica e dalla carica emotiva del suo lavoro.