Curriculum
Versatilità e resilienza, capacità di lavorare in gruppo, empatia, analisi critica ed autocritica tendente a costruire opportunità dalle difficoltà sono le sue principali soft skills.
Giancarlo Gioachino Giandinoto è un artista digitale emergente che ha saputo trasformare le avversità personali e sociali in una potente forza creativa.
Dall'inizio del 2024 esplora l’arte digitale tramite l’intelligenza artificiale generativa, realizzando opere che fondono emozioni, natura e tematiche sociali. Ogni creazione è un viaggio sensoriale, in cui l’innovazione tecnologica incontra la profondità umana.
Studente universitario, segue il corso di laurea in Filosofia ed Etica dell'intelligenza artificiale.
Leadership e gestione di gruppi, con capacità di motivare e ispirare, digital HR e change management, problem solving e approccio creativo alle sfide complesse, competenze avanzate in comunicazione, persuasione e negoziazione, esperienza consolidata nell’organizzazione di eventi sociali, utilizzo di strumenti digitali per la progettazione architettonica ed urbanistica e per l’arte generativa, competenze interdisciplinari nell’ambito dell’IA applicata alla medicina e nella gestione del cambiamento, sono le sue principali hard skill.
Artista digitale che esplora l'intersezione tra espressione visiva e riflessione sociale. Attraverso l'influenza di correnti artistiche come l'Espressionismo, l'Astrattismo e il Realismo, cerca di plasmare opere che vadano oltre la semplice rappresentazione estetica, ponendo al centro il valore umano e la consapevolezza collettiva.
Le sue creazioni affrontano temi profondi e complessi come la salute mentale, di attualità e di denuncia sociale, in un percorso emotivo che intreccia Arte religiosa moderna, Paesaggi che narrano storie di luoghi e anime, Pittura storica che rievoca memorie collettive e Natura Morta che si anima di significati simbolici.
Il Simbolismo e il Neofuturismo permeano il suo linguaggio visivo, proiettando il passato e il futuro in un'unica dimensione espressiva. Attraverso la sua arte, desidera risvegliare coscienze, esplorare nuove prospettive e offrire al pubblico un viaggio estetico e introspettivo che sfida le convenzioni e invita alla riflessione.
Si autodefinisce artista digitale sinestetico neofuturista, che trasversalmente abbraccia altre correnti artistiche, con l'obiettivo di stabilire un rapporto di lealtà, etica e reciprocità tra l'uomo e le "macchine intelligenti", tendenti a creare un futuro migliore e una società più organizzata e vivibile.
La sinestesia è un fenomeno che Giancarlo Gioachino Giandinoto guarda con attenzione sin dall'inizio della sua attività artistica ma che ha abbracciato alla fine del 2024.
Una delle sue principali attività artistiche sinestetiche è trasformare la musica in opere d'arte.
Ma cos'è la sinestesia?
La sinestesia è un fenomeno neurologico che provoca la sovrapposizione di sensi, come il vedere colori quando si ascolta musica, oppure una figura retorica che consiste nell'unire due percezioni sensoriali diverse in una stessa espressione. Le due accezioni possono presentarsi sia come un'esperienza percettiva spontanea in alcune persone, sia come un uso deliberato del linguaggio per fini espressivi.
Gli artisti digitali sinestetici sono creatori che utilizzano la sinestesia, la fusione di sensi diversi, per creare opere d'arte digitale che combinano stimoli visivi e uditivi (o altri sensi).
Vincent Van Gogh, uno dei più grandi e celebri pittori era affetto - si suppone - da una forma molto particolare di sinestesia, che si potrebbe definire tecnica - timbro. Associava, infatti, la tecnica pittorica di artisti da lui conosciuti al timbro più o meno dolce e profondo di altrettanti strumenti musicali, come violini, pianoforti e organi. Lo testimonia una parte delle corrispondenze epistolari con il fratello Theo.
I pionieri storici che hanno ispirato l'arte digitale sinestetica sono Vasilij Vasil'evič Kandinskij e Paul Klee, che fondevano colori e musica nelle loro opere. Il primo, russo naturalizzato francese, anche germanizzato come Wassily Kandinsky, è il precursore e fondatore della pittura astratta. Raccontava di dipingere sulla base di percezioni personali: per questo alcuni pensano fosse realmente sinestetico, e trasferisse le sue sensazioni direttamente sulla tela. Il secondo, Paul Klee, pittore tedesco-svizzero, compose molte opere ispirate alla musica, cercando però di restituire ai termini un senso che si distacca dal vocabolario musicale tecnico. Klee riprende il principio di deduzione di Bach e lo applica all'arte visiva.
In campo digitale contemporaneo, esistono artisti che realizzano installazioni, video o altre forme di arte che traducono musica in immagini - è il caso dell’artista emergente contemporaneo Giancarlo Gioachino Giandinoto che tramite l’intelligenza artificiale realizza le sue opere - suoni in visioni o esplorano altre correlazioni multisensoriali.
L’artista sinestetico può avere associazioni come audio-visiva, grafema-colore (associare un colore a ogni numero o lettera), lessico-gustativa (sentire un sapore associato a una parola).
In ogni caso si tratta di un artificio stilistico usato per creare immagini potenti, unendo parole che appartengono a sfere sensoriali e arti diverse.
Nella letteratura, alcuni esempi di fama, sono gli italiani Giovanni Pascoli (in alcune sue opere univa l'olfatto e la vista), Gabriele D'Annunzio (che univa la vista/tatto e l'udito) e Salvatore Quasimodo (univa l'udito e la vista). Vladimir Nabokov, scrittore russo, era affetto da sinestesia grafema colore: nella sua autobiografia descrive accuratamente le tonalità cromatiche associate a ciascuna lettera. Questa combinazione sensoriale serviva a creare un effetto di straniamento nel lettore e a intensificare l'espressione.
In campo filosofico, Ludwig Wittgenstein, filosofo austriaco, era forse affetto da sinestesia grafema - colore.
Nel campo della produzione musicale, gli esempi di artisti sinestetici più famosi sono: Stevie Wonder, cantante e compositore statunitense non vedente, leggenda della musica soul, che ha dichiarato di aver avuto esperienze sinestetiche per il suono-colore (in sostanza, di associare a determinati tipi di suono colori particolari); Duke Ellington, compositore e musicista jazz, che diceva di percepire ogni nota con una diversa colorazione a seconda del componente della band che la stava suonando; Billy Joel, pianista e cantante americano, che ha dichiarato di percepire le lettere più "dure" con colori rossi e aranciati, e le vocali sulle tonalità del blu e del verde; Tori Amos, che sarebbe affetta da una forma di sinestesia musica-colore, dichiarando di vedere le sue canzone come lunghi filamenti di luce; Pharrell Williams, produttore e cantante hip hop, affetto, sembra, da sinestesia suono colore. In un'intervista ha dichiarato di riuscire a vedere i brani che ascolta, e di percepirne i diversi colori; Kanye West, rapper e discografico, che ha raccontato di avere una sinestesia musica-colore; Eddie Van Halen, chitarrista statunitense dell'omonima band che avrebbe detto di essere sinestetico per il suono-colore.
Nel campo cinematografico, gli unici artisti sinestetici ad oggi conosciuti, sono: Marilyn Monroe, attrice, cantante, modella e produttrice cinematografica statunitense, tra le più celebri nella storia, perché diceva di essere in grado di "vedere le vibrazioni di un brano rock", ma a causa della sua vita controversa, si è scritto che era una capacità indotta dall'uso di sostanze stupefacenti. In ogni caso ha dimostrato nella sua carriera una straordinaria sensibilità e capacità di immaginazione; Geoffrey Rush, attore australiano, per il quale il lunedì è "sicuramente blu" e il sabato è bianco; anche i numeri hanno specifici colori, ed è così - ha raccontato - da quando li ha imparati a scuola.
Vi sono anche illustri scienziati nel campo scientifico - tecnologico: Richard Feynman, fisico statunitense e padre nelle nanotecnologie, Premio Nobel per la Fisica nel 1965, affetto dalla sinestesia grafema-colore. A questo proposito diceva: “Quando vedo delle equazioni, vedo le cifre a colori , non so perché e mi chiedo come diavolo deve apparire agli studenti”, e Robert Cailliau, il co-inventore di internet (World Wide Web, estensione dell’acronimo “www”), sinestetico che associava diversi colori a diversi grafemi. Il suo sito, infatti includeva lettere colorate con la spiegazione delle sue capacità sensoriali.
Gli artisti contemporanei, sebbene non tutti siano sinesteti in senso neurologico, lavorano con l'arte digitale sinestetica per tradurre esperienze sensoriali in nuove forme di espressione digitale, la sinestesia digitale, attraverso l'uso di software e tecnologia per creare opere che mettono in relazione suoni, colori, forme e movimento, attingendo all'idea di una "opera d'arte totale" che fonda le diverse discipline artistiche e sensoriali.
Melissa McCracken è un esempio di artista contemporanea che esplora le correlazioni tra suoni e colori.
McCracken dipinge quello che sente. Ha 26 anni, viene da Kansas City, Missouri e ha la sinestesia, cioè un raro fenomeno sensoriale che colpisce circa il quattro per cento della popolazione mondiale. In pratica le risposte del cervello a stimoli differenti si mischiano le une con le altre, influenzandosi reciprocamente. Ci possono poi essere diversi tipi di sinestesia - quella della McCracken, che in inglese si chiama “chromestesia”, le fa vedere in modo spontaneo e involontario colori ogni volta che ascolta musica.
Melissa McCracken parla così della nuova estetica dell’intelligenza artificiale, la stessa abbracciata dall’artista emergente contemporaneo Giancarlo Gioachino Giandinoto che tramite l’intelligenza artificiale realizza le sue opere: “La nuova estetica dell’intelligenza artificiale rappresenta una nuova frontiera nell’arte, dove la creatività umana si unisce alla potenza computazionale. Anche se suscitano dubbi, entusiasmi e riflessioni, le opere create con AI il più delle volte presentano complessità e dettagli straordinari, esplorando nuove forme e stili. C’è una tendenza poi, tipica dei movimenti avanguardistici: la sfida percettiva, la giustapposizione di elementi contrastanti che spesso risulta in opere surreali e innovative. Attraverso algoritmi e reti neurali, gli artisti AI generano arte che riflette una collaborazione dinamica tra l’uomo e la macchina, dove quest’ultima risulta essere un “collaboratore” e non il determinante creativo, espandendo le possibilità espressive e offrendo esperienze interattive e coinvolgenti, che talvolta si traducono in installazioni e opere immersive.”
Altri artisti sinestetici contemporanei che utilizzano l’AI sono: Ambre Donadio, un’artista digitale francese che utilizza l’intelligenza artificiale per creare opere d’arte uniche e spettacolari. Le sue creazioni spaziano da troni intricati, ispirati a farfalle e realizzati con materiali virtuali come oro e zaffiro, a oggetti di design futuristici e mobili lussuosi; Sougwen Chung, artista interdisciplinare che lavora con robot e AI per esplorare il processo creativo. Le sue opere combinano disegno tradizionale e tecnologia avanzata, creando un dialogo tra l’umano e il meccanico. Chung è nota per le sue performance dal vivo, dove collabora con bracci robotici per creare opere d’arte uniche; Mario Klingemann, conosciuto anche come “Quasimondo”. Utilizza reti neurali e algoritmi per creare opere che spaziano dalla pittura digitale alla scultura 3D. Klingemann esplora temi come l’identità e la memoria; Jake Elwes è un artista che utilizza l’intelligenza artificiale per esplorare concetti di identità, sorveglianza e rappresentazione. Elwes è noto per i suoi progetti che affrontano temi socio - politici. Il suo lavoro è sia provocatorio che esteticamente coinvolgente, offrendo uno sguardo profondo sulle sue esplorazioni artistiche e tecnologiche; Ganbrood è un artista che combina arte e intelligenza artificiale per creare opere surreali e affascinanti. Esplora temi come l’identità e l’immaginazione, producendo immagini che sembrano provenire da mondi paralleli.