Lì Vasquez - pittrice contemporanea
BIOGRAFIA
1986 – Nasce a Ceylan Valle, Colombia.
1992 – Adottata da famiglia italiana. Cresce in Italia, dove sviluppa la sua identità artistica e culturale.
2004 – Diploma Artistico presso il Liceo Artistico "Bernardino Luini" di Cantù.
2007 – Post Diploma Interior Design presso "Istituto Europeo di Design" di Milano.
2007 – Inizia a lavorare presso studi e showroom di arredamento tra la Brianza e Milano.
2012 – Dopo essere guarita dal linfoma di Hodgkin, inizia a viaggiare per il mondo da sola (Turchia, Marocco, Tunisia, Portogallo, Spagna, Olanda, Irlanda, Grecia, Cipro, Indonesia, Filippine, Giordania, Namibia, Sud Africa, Colombia, Normandia, Canada).
2024 – Ricomincia a dipingere, ispirata da un viaggio in Sud Africa.
2025 - Il suo lavoro viene riconosciuto da "Gruppo Culturale Artisti di via BAGUTTA APS" di Milano.
MOSTRE COLLETTIVE
2025 - Mini quadro, "Gruppo Culturale Artisti di via BAGUTTA APS" Corso Garibaldi, Milano. (13-28 dicembre 2025)
Sono nata in Colombia il 22 novembre 1986 e, fin da bambina, ho vissuto sospesa tra due mondi: uno di radici profonde e l’altro di luoghi ritrovati. Crescere in Italia è stato un viaggio silenzioso di stratificazioni, come la mia tela: uno spazio in cui colore, stucco e foglia oro si intrecciano per costruire ponti invisibili tra ciò che ero e ciò che sono.
Il mio percorso artistico è fatto di studi, sperimentazioni e di un’ossessione costante: dare forma a qualcosa che parli di appartenenza, di frammenti ricomposti, di luce che filtra attraverso le crepe. Amo incontrare la mia anima in luoghi incontaminati, rivolgermi verso orizzonti infiniti e percepire gli elementi — aria, terra e acqua — che mi donano ossigeno.
Un ossigeno che ritrovo nella maestosità dei luoghi che esploro: cieli infiniti, dune di deserti dai mille caratteri, oceani ai confini della Terra e nella ricchezza delle loro diversità.
Realizzo dipinti astratti contemporanei su tela, utilizzando acrilico, stucco e riflessi dorati. Prediligo la foglia oro e il bianco.
La prima per me costituisce una membrana sottile tra tempo e memoria perchè la associo alla solidità della terra e allo scoglio del mare, metafora della vita stessa. Il bianco, invece, è uno spazio di purificazione: un luogo sospeso dove tutto può essere trasformato e rigenerato. Oro e bianco non sono quindi semplici materiali o colori, ma diventano simboli portanti del mio linguaggio artistico. Le superfici rivelano rilievi: strati nati dall’incontro tra materia, emozione e sensazione. Toni, texture e luce sono bilanciati per evocare più che descrivere.
Ogni tela è come un tassello interiore: crepe che si dorano, spazi che respirano. Desidero che le mie opere possano appartenere anche agli altri, diventando rifugio e specchio dei loro stati d’animo. Vorrei che ispirassero quiete, meraviglia e curiosità. Porto con me una sensibilità cucita su misura sulla mia esperienza di vita: lavoro con materiali preziosi, ma mai ostentati; racconto la mia storia senza imporla, rispettando l’eleganza del silenzio, un tema a me profondamente caro.