Gianni Calamassi

Eleonora Guidoni e la Magia dell'Arte

“Theatrical dream”

Parto da una considerazione che mi appartiene: il segno, come la parola, sono il mezzo per la nostra ricerca interiore, che finché viviamo non ci abbandonerà; in questo percorso la psiche di Eleonora si libera dei riferimenti iconografici per seguire un astrattismo “lirico” in cui la suggestione di un solo colore che predomina, le fornisce gli strumenti per spogliarsi delle paure inconsce, con cui i sogni l’hanno avviluppata, cosicché “La Magia del Colore” può nuovamente librarsi in un volo di libertà senza confini.

L’artista si presenta con lo pseudonimo “La Magia del colore” ed è proprio ai contrastanti colori che lei usa che si affida per coinvolgere il fruitore delle sue opere: i bianchi, i rossi predominano, anche se l’autunno con i suoi riflessi arancio si fa notare, come gli azzurri delle numerose marine che ci propone, più profondi ed evocativi.

Il suo quotidiano è un continuo rivivere le emozioni interiorizzate per trasformarle in messaggi d’Arte creativa da trasmettere al fruitore senza alcun tipo di pregiudizio con la volontà di superare ogni barriera che si potesse frapporre.

Personalmente rimango colpito da un triangolo di sensazioni, sempre che mi sia concesso usare questa terminologia, che l’artista interpreta con grande amore, ricorrendo ad un’arte senza confini, ma con un filo conduttore che desidero illustrare.

La consapevolezza le ha permesso di lasciarsi alle spalle la sicurezza di immagini solo riferibili alla ricerca delle tecniche di espressione, per muoversi incontro a quel mondo ricco di colori, che pur nel caos delle forme riesce ad essere vitale, senza trascurare il contatto, anche se personale, con la Natura.

Questo è il filo conduttore che è alla base di larga parte della sua opera: la Natura, quella con la N maiuscola, che a partire dai bellissimi tramonti avvicinano all’orizzonte lontano, che può sembrare un ossimoro, ma in realtà è quello che si percepisce nella violenta presenza dei colori del cielo al tramonto.

Eleonora non cerca di nascondere la sua ricerca di esperienze artistiche, sceglie le tecniche da usare e vi si dedica con la consapevolezza che senza la tecnica non è possibile dare corpo alle opere che presenta. Per questo ha divorato la facoltà di Architettura, riuscendo a finirla in tempi brevissimi.

Vari sono i temi che affronta con la curiosità di un bimbo, ed anche se lei è ancora molto giovane sa che è questo aspetto del suo essere artista, che la conduce per mano: tutto la coinvolge, tutto lei osserva, tutta la sua esistenza interiore è orientata all’approfondimento; ma ve ne sono altri che si intessono in questa avventura che è ricca degli intrecci che l’artista è capace di far sposare alla sua materia sofferta.

Alle marine che sembrano irretire l’artista, quasi a trattenerla allo spettacolo che queste mostrano, uno spettacolo che parte da “L’onda” per giungere alle lacrime di gioia con cui Eleonora le arricchisce e che si mescolano con gli spruzzi di un mare mai calmo, un mare che riesce a contenere le illusioni e le delusioni dell’uomo ed è capace di calmarsi e cancellare le sue impronte sulla sabbia.

Eleonora dà corpo al suo pseudonimo “La Magia del Colore” con dei contrasti lineari: bianco con rosso, rosso con bianco e ancora nero con rosso che nascono, per esempio, dall’osservazione del corallo e prendono vita con grande semplicità, tutto è affidato alla cromia.

Allo stesso tempo non trascura i sogni che “insorgono all’alba”: è la sua psiche che lavora, ed Eleonora si lascia andare senza interporre nessuna valutazione, è come se il vento della sua libertà artistica le facesse sciogliere le vele e la conducesse nello spazio dal quale trae i suoi messaggi.

Parlare con lei è come cogliere un frutto dal ramo: si gusta morso dopo morso; è così piena di vita, piena di vita vissuta a tutto tondo che non è possibile non riportare i suoi pensieri.

Si ritiene una donna coraggiosa perché riesce a vivere come ha voluto sin da bambina, non è una donna “omologata”, infatti non ha né piercing né tatuaggi, anzi ha anche un ottimo rapporto col suo corpo, che per molti è un problema; tutto questo le ha dato e le dà sicurezza, e afferma che finché potrà permetterselo, non avrà paura a mostrare il suo corpo con l’eleganza e la femminilità che le sono naturali..

“Siamo fragili noi artisti - afferma e prosegue – e spesso sono anche triste dentro, o forse è quella melanconia che mi fa partecipare alla vita in modo meditato, perciò adoro chi resta affascinato dal mio cervello e dal mio carattere, piuttosto che dal mio corpo. - E conclude - Penso che l’arte sia innanzitutto la capacità di trasmettere emozioni.”

É pertanto fondamentale per Eleonora provare ogni esperienza e ogni emozione, da tradurre poi su tela, perché questa è la vita reale, quella vissuta, ed il colore è davvero la “magia” che è in grado di connettere la sua coscienza interiore, dove condivide tutta se stessa, con chi si ritrova davanti ai suoi quadri: questo è l’obbiettivo!

Forse sono luoghi comuni, ma l’arte non può avere bisogno del critico (ed io non lo sono!) che la spieghi, deve essere alla portata di tutti! Infatti io descrivo la donna, l’artista e come è intrecciata al suo lavoro.

Ph. Riccardo Vezzosi

Ph. Stefano Annichini

Ph. Riccardo Vezzosi

Gianni Calamassi 2019

 Materiale

Eleonora Guidoni e la Magia dell'Arte

saggistica

Autori

• Gianni Calamassi

Pubblicato su:

Literary nr.3/2019

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