Sotto Accusa
di Dedhalae
Descrizione
"Sotto accusa" nasce dalla riflessione sul dolore provocato non soltanto dall'ingiustizia subita, ma dall'indifferenza di chi, davanti ad essa, sceglie di non vedere o di non intervenire.
Il gatto di Pallas si raccoglie nella materia come dentro una tana, un rifugio che diventa protezione da un mondo percepito come ostile. La zampa sollevata è il gesto di chi, sentendosi indifeso, è costretto a contare solo su di sé per la propria difesa.
Nel suo sguardo convivono il dolore e la reazione. Le tracce aranciate che attraversano la materia possono essere lette come una ferita ancora aperta, ma anche come una tensione viva, una rabbia trattenuta che, nel tempo, si sedimenta fino a trasformarsi in risentimento.
L'opera racconta così un percorso: l'ingiustizia genera dolore; l'indifferenza di fronte a quel dolore alimenta il senso di impotenza; dall'impotenza nasce il risentimento e, infine, il bisogno di difendersi da soli.
Lo sguardo dell'animale, rivolto direttamente verso chi osserva, diventa allora un'accusa silenziosa: non soltanto “guardami”, ma “tu da che parte sei?”
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