Tempesta
Descrizione
“Tempesta” nasce da un’esigenza fisica prima ancora che estetica. Non ho cercato l’armonia, ma l’urgenza. Ho lasciato che il colore si scontrasse, si sovrapponesse, si negasse. Ogni gesto è stato istintivo, rapido, quasi necessario.
In questo lavoro non racconto una tempesta esterna, ma un movimento interiore: stratificazioni emotive, impulsi che emergono e vengono coperti, tracce che restano visibili anche quando provo a nasconderle. I rossi sono esplosioni, i blu sono respiri profondi, i neri sono pause dense, quasi silenzi carichi di peso. Le linee bianche attraversano tutto come traiettorie di pensiero, come tentativi di trovare un centro nel caos.
Non c’è un punto fermo. L’occhio è costretto a muoversi, a perdersi, a tornare indietro. È così che vivo la tempesta: non come distruzione, ma come trasformazione continua. Ogni segno è una scelta, ma anche una resa all’imprevedibilità del gesto.
“Tempesta” per me è energia che non si lascia contenere. È disordine che diventa linguaggio. È la prova che anche nel caos esiste una forma ma non è mai definitiva.
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