Positano, palpiare di scaglie di mare
Descrizione
In questa tela, la citazione montaliana si fa carne pittorica. Provo a scardinare la visione cartografica della Costiera per lasciar emergere il suo "palpito" primigenio. Attraverso uno spatolato materico serrato, il mare e la roccia si risolvono in un mosaico di scaglie cromatiche: non sono più oggetti da descrivere, ma vibrazioni dell'Essere a cui coapparteniamo.
La dissoluzione della forma diventa qui un atto di resistenza contro la piattezza del mondo tecnicizzato. Dipingere queste "scaglie" significa rivendicare la densità tattile della luce mediterranea e l'inafferrabilità della natura, che sfugge a ogni tentativo di manipolazione per rivelarsi come pura, vibrante relazione. Un'opera in cui l'astratto figurativo si fa soglia di un ascolto visivo profondo.
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